Ordinanza n. 1832/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania, Sez. I, che aveva respinto il ricorso di primo grado, nonché gli effetti della valutazione antimafia sottostante
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha proposto appello contro la sentenza del TAR Campania e, in via incidentale, ha chiesto la sospensione della sua efficacia. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che la controversia riguarda un giudizio prognostico sul rischio di infiltrazione mafiosa, fondato su un compendio indiziario relativo a rapporti di stretta interrelazione familiare e societaria. L’appellante ha prospettato un pregiudizio grave e irreparabile, valorizzandolo soprattutto con riferimento all’interruzione della continuità del servizio pubblico cimiteriale.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto la domanda cautelare. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto che il compendio indiziario delineasse, prima facie, un quadro di rapporti familiari e societari idoneo a corroborare il giudizio prognostico sul rischio infiltrativo. Quanto al periculum in mora, ha escluso la sussistenza di un pregiudizio dotato dei caratteri della gravità e dell’irreparabilità, rilevando che il danno era prospettato prevalentemente in relazione alla continuità del servizio pubblico cimiteriale e non alla posizione strettamente societaria dell’appellante. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 98 c.p.a.
La domanda cautelare in appello è stata esaminata nell’ambito del potere di sospensione dell’efficacia della sentenza impugnata.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento della tutela dei dati identificativi mediante oscuramento delle generalità dell’appellante.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, insieme alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- In sede cautelare d’appello, la sospensione dell’efficacia della sentenza presuppone la concorrente sussistenza di un fumus boni iuris e di un pregiudizio grave e irreparabile; l’assenza di quest’ultimo elemento è sufficiente a negare la misura anche quando il giudice ravvisi, in via prima facie, elementi favorevoli alla tesi dell’appellante.
- Nel giudizio cautelare relativo a una valutazione antimafia, rapporti di stretta interrelazione familiare e societaria possono concorrere, unitamente agli altri elementi del compendio indiziario, a corroborare il giudizio prognostico sul rischio di infiltrazione.
- Il pregiudizio cautelare deve essere riferito in modo concreto alla posizione giuridica dell’appellante e deve presentare carattere di gravità e irreparabilità; il mero richiamo alle conseguenze sulla continuità di un servizio pubblico, senza adeguata dimostrazione del danno strettamente societario, non è sufficiente a ottenere la sospensione.
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