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Sentenza

Sentenza del 15/04/2016 n. 137 - Comm. Trib. Prov. Biella

Accertamento - Società non operative - Impugnabilità diniego interpello - Sussiste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente contesta il provvedimento con cui l’Amministrazione ha accolto solo parzialmente o respinto l’istanza di interpello disapplicativo relativa alla disciplina delle società non operative, prevista dall’art. 37-bis del d.P.R. 600/1973. La questione riguarda anche l’art. 6 del d.lgs. 156/2015, che esclude l’impugnabilità del diniego di interpello. Secondo l’impostazione richiamata, tale esclusione potrebbe contrastare con il diritto di difesa garantito dall’art. 24 della Costituzione, poiché impedirebbe al contribuente di ottenere una tutela giurisdizionale effettiva rispetto a un provvedimento lesivo del proprio interesse.

La decisione

La sentenza ritiene potenzialmente ammissibile il ricorso contro il provvedimento di parziale accoglimento o di diniego dell’interpello disapplicativo. La motivazione si fonda sull’esistenza di un interesse concreto del contribuente ad agire e sulla possibile illegittimità costituzionale della norma che esclude l’impugnabilità del diniego. In sostanza, il provvedimento dell’Amministrazione non viene considerato necessariamente sottratto a ogni controllo giurisdizionale.

Norme richiamate

  • Art. 37-bis del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

    La norma disciplina, tra l’altro, il procedimento di interpello disapplicativo collegato alla disciplina delle società non operative. Il contribuente può chiedere la disapplicazione di norme antielusive quando dimostri la sussistenza di situazioni oggettive che ne impediscono l’applicazione.

  • Art. 6 del d.lgs. 24 settembre 2015, n. 156

    La disposizione esclude l’impugnabilità autonoma della risposta negativa o parzialmente negativa all’interpello. La sentenza considera tuttavia possibile dubitare della sua compatibilità costituzionale quando l’esclusione impedisca una tutela giurisdizionale effettiva.

  • Art. 24 della Costituzione

    Garantisce il diritto di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. Nel caso esaminato, tale principio è richiamato per sostenere che il contribuente debba poter contestare un provvedimento di interpello potenzialmente lesivo.

Massime di principio

  • Un diniego o un accoglimento parziale di un interpello disapplicativo può presentare profili di lesività concreta per il contribuente, soprattutto quando incide direttamente sul trattamento fiscale applicabile.
  • Anche quando una norma esclude l’impugnazione autonoma di un atto amministrativo, può essere sollevato un problema di tutela giurisdizionale effettiva se l’atto produce effetti pregiudizievoli.
  • L’interesse ad agire deve essere valutato in concreto: il contribuente deve dimostrare che il provvedimento incide attualmente e specificamente sulla sua posizione fiscale.
  • La possibilità di impugnare direttamente il diniego di interpello può dipendere dall’orientamento giurisprudenziale applicabile e dalla concreta formulazione dell’atto; in alternativa, la contestazione potrebbe essere proposta insieme all’atto impositivo successivo.
  • La sola presentazione di un interpello non garantisce automaticamente l’accoglimento della richiesta: è necessario documentare in modo puntuale le circostanze oggettive che impediscono l’applicazione della disciplina sulle società non operative.

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