Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10907/2023 del 14/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Imputazione di indebita percezione di erogazioni pubbliche e false dichiarazioni (artt. 81, 316-ter c.p.) per aver attestato falsamente il possesso dei requisiti della scuola paritaria (numero e qualifica dei docenti) ottenendo contributi dal MIUR e dalla Regione. La ricorrente impugna in Cassazione per tre motivi principali: (1) omessa declaratoria di prescrizione del capo A) (contestazione relativa al periodo 16/4/2013-10/11/2014); (2) vizio nella valutazione delle prove e mancato accertamento dell'elemento soggettivo del reato (assenza di dolo, docenti in realtà idonei o legittimati, uso dei fondi per attività didattica); (3) errata interpretazione della normativa regionale (L.R. R.A.S. n.31/1984 e delibera) che, secondo la difesa, non richiederebbe la verifica delle abilitazioni degli insegnanti ai fini dell'erogazione dei contributi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato, generico e versato in fatto. Sul primo motivo la Corte ha respinto l'eccezione di prescrizione: ha ritenuto che la consumazione del reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche si verifica quando l'indebita erogazione viene messa a disposizione (nel caso, dopo il decreto del 21/11/2014 relativo all'anno scolastico 2013-2014), dunque in data successiva al 10/11/2014 e non prescritta. I secondi e terzi motivi sono stati ritenuti generici o manifestamente infondati: la Corte ha confermato la valutazione dei giudici di merito circa la falsità delle dichiarazioni sulla composizione del personale (mancanza di contratti, incongruenze nelle presenze, regolarizzazione avvenuta dopo l'ispezione) e ha ritenuto irrilevante l'assenza di vantaggio personale per escludere la fattispecie di indebita percezione; inoltre la delibera regionale richiamata (Giunta Regionale n.38/21 del 18/09/2012) richiede regolari contratti e rendicontazione, elementi mancanti nel caso. Conseguentemente il ricorso è respinto; la ricorrente è condannata alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Codice Penale, art. 316-ter

    La Corte ha applicato l'art. 316-ter come fattispecie di indebita percezione di erogazioni pubbliche mediante false attestazioni; ha ritenuto integrato il reato quando le false dichiarazioni hanno consentito l'ottenimento dei contributi.

  • Codice Penale, art. 81

    Richiamato per il concorso di persone nel reato; utilizzato nella rubricazione delle accuse (articolazione dei capi).

  • Codice di Procedura Penale, art. 129

    Regola la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione; la Corte ha precisato che occorre individuare la data di consumazione effettiva del reato per valutare la prescrizione.

  • Codice di Procedura Penale, art. 606, comma 1, lett. b

    art. 606, co.1, lett. b) c.p.p.

    Motivo di ricorso per cui è stata dedotta la violazione di legge; la Corte ha valutato l'argomentazione come generica/infondatA.

  • Codice di Procedura Penale, art. 192, comma 3

    Norma sulla valutazione della prova; la Corte ha ritenuto che la critica difensiva fosse una rilettura di singoli segmenti e non dimostrasse vizio nella valutazione complessiva delle prove.

  • Codice Penale, artt. 42 e 43

    art. 42, co.2 e art. 43, co.1 c.p.

    Riferimenti all'elemento soggettivo (dolo) e alla sua valutazione: la Corte ha ritenuto provato il dolo della ricorrente, anche per la sottoscrizione personale delle dichiarazioni e la responsabilità del presidente della cooperativa.

  • Codice Penale, art. 316-bis

    Richiamato per distinzione: la diversa fattispecie (malversazione) richiede l'uso improprio delle somme; la Corte ha precisato che qui rileva invece l'assenza del presupposto per l'erogazione.

  • Legge regionale R.A.S. n.31/1984, art. 3

    L.R. Sardegna 25/06/1984, n.31, art.3

    Richiamata nella contestazione relativa ai contributi regionali; la Corte ha rilevato che la disciplina di dettaglio (delibera regionale) richiede contratti regolari e rendicontazione, elementi mancanti.

  • Delibera della Giunta Regionale della Sardegna n. 38/21 del 18/09/2012

    Delibera G.R. n.38/21 del 18/09/2012

    Norma di dettaglio per l'erogazione dei contributi regionali dal 2012-2013: prevede criteri e modalità che includono la regolarità dei contratti del personale e la rendicontazione, la cui violazione è stata valorizzata dalla giurisprudenza di merito.

Massime di principio

  • La prescrizione dell'indebita percezione di erogazioni pubbliche va valutata rispetto alla data di consumazione del reato, che è il momento in cui l'indebita erogazione viene effettivamente messa a disposizione; non rileva la sola data dell'ispezione.
  • La sottoscrizione di documenti attestanti requisiti per l'accesso a contributi pubblici da parte del legale rappresentante (es. presidente di cooperativa) è rilevante per l'accertamento del dolo, salvo che non si provi concretamente di essere all'oscuro o di avere agito senza responsabilità.
  • L'assenza di un vantaggio personale non esclude la sussistenza del reato di indebita percezione di erogazioni: è decisivo che il presupposto per l'erogazione sia stato attestato falsamente.
  • Per ottenere o difendersi da accuse relative a contributi pubblici è cruciale documentare contratti, rendicontazioni e la corrispondenza tra personale dichiarato e personale effettivamente in servizio; incongruenze formano la base probatoria delle false attestazioni.
  • La revisione in sede di legittimità della valutazione delle prove è limitata: le censure che ripropongono una diversa lettura delle stesse evidenze senza dimostrare vizi logico-giuridici rilevanti sono di norma respinte.
  • Nel contenzioso su contributi pubblici, la disciplina regionale di dettaglio (delibere, criteri) può integrare i presupposti per l'erogazione e rilevare in senso accusatorio quando richiede elementi (es. contratti regolari, pubblicità di bilanci) non presenti.
  • Per la difesa, produrre documentazione formale aggiornata e provare la corrispondenza temporale tra titolarità dei requisiti e le date di erogazione è fondamentale per contestare sia il dolo sia la tempestività della prescrizione.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.