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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21577/2024 del 30/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto tre motivi: (1) vizio di motivazione e travisamento probatorio per l'esclusione della legittima difesa, sostenendo che si trattò di un "agguato" organizzato da Karafili e Xibraku e non di un incontro accettato dal ricorrente; si lamenta la mancata valutazione della consulenza tecnica della difesa (ing. Vitiello) e delle dichiarazioni dei testi che avvalorerebbero la tesi dell'imboscata; (2) violazione dell'art. 52 cod. pen. e censura dell'interpretazione che equipara l'incontro a una volontaria autodeterminazione del pericolo (accettazione della sfida/duello), sostenendo che la partecipazione a un incontro chiarificatore o a un regolamento di conti non implica per sé l'autodeterminazione del pericolo; (3) violazione di legge e vizio di motivazione per il diniego delle circostanze attenuanti generiche, lamentando che il giudice ha dato rilievo negativo a elementi quali il tentativo di fuga, l'esiguità del risarcimento e una collaborazione ritenuta insufficiente, senza considerare le giustificazioni fornite dalla difesa.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondate le censure: ha confermato che, alla luce della ricostruzione fattuale accertata nei gradi di merito (incontri precedenti, armi presenti, comportamento e modalità di azione dell'imputato), mancava il requisito della "necessità" della difesa previsto dall'art. 52 cod. pen. perché il ricorrente aveva volontariamente determinato o accettato la situazione di pericolo presentandosi armato e pronto a usare l'arma; la scelta di tornare all'incontro e la collocazione dell'arma in posizione d'uso immediato sono state interpretate come volontà di affrontare il conflitto e non come reazione esclusivamente difensiva. La Corte ha inoltre ritenuto inammissibile la revisione dei valutazioni dei fatti sul tema delle attenuanti generiche, confermando il diniego motivato con elementi quali la fuga, l'ammissione tardiva e la consistenza del contributo collaborativo. Di conseguenza la sentenza di merito (pena confermata) è stata mantenuta.

Norme richiamate

  • art. 52 cod. pen.

    Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere

    La Corte interpreta l'art. 52 nel senso che la legittima difesa richiede: pericolo attuale di un'offesa ingiusta, necessità della reazione (inevitabilità del mezzo di difesa) e proporzione tra difesa e offesa. L'esimente è esclusa se l'agente ha volontariamente determinato o accettato la situazione di pericolo (accettazione della sfida, duello, spedizione punitiva), perché in tali casi manca la necessità obiettiva della difesa.

  • art. 54 cod. pen.

    Richiamata dalla difesa come termine di paragone (stato di necessità) e oggetto di presunta analogia in malam partem da parte del giudice, la norma non è stata ritenuta idonea a giustificare l'applicazione automatica della scriminante quando l'agente abbia accettato o determinato il pericolo.

  • art. 530, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamata dalla difesa come regola che imporrebbe il proscioglimento in caso di dubbio sulla scriminante; la Corte ha ritenuto che non sussistesse un dubbio tale da imporre il proscioglimento, avendo i giudici di merito giustificato logicamente l'esclusione della legittima difesa.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma richiamata in tema di circostanze attenuanti generiche: la Corte ha valutato che non siano stati forniti elementi fattuali positivi, certi ed apprezzabili ai sensi della norma tali da giustificare la concessione delle attenuanti generiche, considerata la gravità del fatto e il comportamento post-reato (fuga, ammissione tardiva, collaborazione insufficiente).

Massime di principio

  • La legittima difesa richiede non solo l'esistenza di un'aggressione ingiusta, ma anche la necessità immediata e l'inevitabilità della reazione: chi ha volontariamente creato o accettato la situazione di pericolo (es. partecipando armato a un incontro regolato come "chiarimento" o "regolamento di conti") in genere non può invocare l'esimente.
  • La semplice partecipazione ad un'attività illecita non esclude automaticamente la legittima difesa: ciò che la esclude è la concreta scelta di determinare o accettare il rischio di scontro, la pianificazione o la disponibilità dell'arma in modo da poterla usare immediatamente.
  • Nella valutazione tra versione "imboscata/aggredito" e "accettazione del rischio", i giudici danno rilievo alla condotta antecedente e al posizionamento dell'arma (prontezza d'uso), agli incontri precedenti, alle modalità di reazione e alle risultanze tecniche (video, analisi balistiche, bossoli), nonché alla coerenza delle dichiarazioni testimoniali.
  • Se sussistono dubbi seri e non risolti circa l'esistenza di una scriminante, va applicato il principio di proscioglimento previsto dall'art. 530, comma 3, c.p.p.; tuttavia i giudici di merito possono ritenere quei dubbi superati da un quadro probatorio complessivo logico e convincente.
  • Per ottenere le circostanze attenuanti generiche è necessario produrre elementi fattuali concreti e positivi che mostrino ravvedimento, collaborazione effettiva o circostanze personali valutabili favorevolmente; comportamenti quali la fuga o l'ammissione tardiva ostano alla loro concessione.
  • In casi di conflitto a fuoco tra parti legate a traffici illeciti, l'interpretazione dei fatti può essere particolarmente influenzata dalla valutazione della prevedibilità del rischio e dalla qualificazione dell'incontro (imboscata vs. incontro accettato); la difesa deve puntare su elementi tecnici e testimoniali forti e coerenti per scalfire la tesi della autodeterminazione del pericolo.

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