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Sentenza

Sentenza n. 9384/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del decreto emesso in data 29 aprile 2025 dallo Sportello Unico per l’Immigrazione - Prefettura di Roma - comunicato all’Avv. Francesco Cigliano con pec del 13 febbraio 2026 - di revoca del nulla osta all’ingresso in Italia del lavoratore -OMISSIS- rilasciato il 19 maggio 2024;

Giustizia amministrativa202604683

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di revoca del nulla osta al lavoro e di rigetto della domanda di autorizzazione all'ingresso in Italia

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni dell'immigrazione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto dello Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura di Roma che aveva revocato il nulla osta al lavoro rilasciato in suo favore e rigettato la domanda di autorizzazione all'ingresso. Il provvedimento era motivato dall'inidoneità dell'asseverazione prodotta a dimostrare la capacità economica e patrimoniale, nonché l'equilibrio economico-finanziario dell'impresa datrice di lavoro, e dalla carenza del certificato di idoneità alloggiativa. Il ricorrente ha dedotto, tra l'altro, la non imputabilità a sé delle carenze documentali, la propria buona fede e il legittimo affidamento derivante dal rilascio del nulla osta, sostenendo altresì che l'Amministrazione avrebbe dovuto rilasciare un permesso di soggiorno per attesa occupazione. L'Amministrazione ha eccepito anche l'irricevibilità del ricorso per tardività del deposito, assumendo che l'atto fosse stato notificato il 9 maggio 2025.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso nel merito, senza pronunciarsi espressamente sull'eccezione di irricevibilità, ritenendo il ricorso infondato. Il giudice ha rilevato che il ricorrente non aveva fornito elementi idonei a dimostrare la sussistenza dei requisiti la cui carenza era stata accertata dall'Amministrazione. La revoca del nulla osta può riguardare non soltanto le situazioni impeditive specificamente indicate dagli artt. 22 e 24 del d.lgs. n. 286/1998, ma ogni mancanza dei requisiti prescritti per l'ingresso del lavoratore straniero, inclusi la capacità economico-finanziaria del datore di lavoro e l'idoneità alloggiativa. Tale revoca è qualificabile come decadenza o revoca sanzionatoria ed esprime un potere vincolato di controllo dei requisiti originari necessari per il provvedimento ampliativo. La buona fede e il legittimo affidamento del lavoratore non ostano alla revoca, poiché il nulla osta è rilasciato con la precisazione che può essere revocato all'esito di controlli posticipati e, prima dell'ingresso, il lavoratore non vanta un diritto soggettivo al rilascio del permesso di soggiorno, ma soltanto una legittima aspettativa allo svolgimento del lavoro autorizzato. Il TAR ha inoltre escluso che potesse essere rilasciato un permesso per attesa occupazione, poiché i requisiti mancavano ab origine e difettava innanzitutto il rapporto con il datore di lavoro richiedente; una diversa soluzione renderebbe privo di effettività il requisito reddituale del datore di lavoro e consentirebbe l'elusione del sistema dei flussi programmati. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • artt. 22 e 24 d.lgs. n. 286/1998

    Le ipotesi impeditive previste da tali disposizioni non esauriscono i casi di revoca del nulla osta; la revoca può estendersi alla mancanza di tutti i requisiti normativamente prescritti per l'ingresso del lavoratore straniero, compresi la capacità economico-finanziaria del datore di lavoro e l'idoneità alloggiativa.

  • art. 60 c.p.a.

    La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.

Massime di principio

  • La revoca del nulla osta al lavoro subordinato di uno straniero può essere disposta non solo per le specifiche cause ostative previste dagli artt. 22 e 24 del d.lgs. n. 286/1998, ma per qualsiasi carenza originaria dei requisiti prescritti per l'ingresso e l'instaurazione del rapporto di lavoro, inclusi i requisiti economico-finanziari del datore di lavoro e l'idoneità alloggiativa.
  • La revoca del nulla osta fondata sull'accertata insussistenza dei requisiti originari ha natura di decadenza o di revoca sanzionatoria ed è espressione di un potere vincolato di controllo, anche quando le verifiche siano effettuate successivamente al rilascio per rendere più celere la procedura di ingresso.
  • Prima dell'ingresso in Italia, il lavoratore straniero non vanta un diritto soggettivo al rilascio del permesso di soggiorno per il solo fatto del rilascio del nulla osta, ma una legittima aspettativa allo svolgimento del lavoro autorizzato, sicché la buona fede e il legittimo affidamento non impediscono la revoca in presenza dell'originaria mancanza dei requisiti.
  • Il permesso di soggiorno per attesa occupazione non può essere rilasciato quando il rapporto di lavoro originario mancava ab origine o non risultavano dimostrati i requisiti essenziali del datore di lavoro, poiché tale soluzione svuoterebbe di efficacia il requisito reddituale e consentirebbe di eludere il sistema dei flussi programmati.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla osta
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiLegittimo affidamentoAutotutela decisoriaPrincipio di legalità e tipicità

Testo integrale

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