Cassazione Penale, Sentenza n. 7432/2024 del 20/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato il sequestro preventivo disposto dal GIP (decreto 16/02/2023) a carico del ricorrente per il reato previsto dall'art. 452-quaterdecies c.p. (con concorso ex artt. 110 e 81 cpv). La misura era stata giustificata dal pericolo di dispersione dei beni a seguito di trattative di vendita della società A.R. S.r.l. a un fondo estero; a sostegno del periculum in mora erano state richiamate sul pc del ricorrente una cartella "Vendita" contenente il business plan e notizie sulle trattative. Il ricorrente aveva invece spiegato che deteneva tali documenti per formulare un parere professionale sul valore dell'azienda, giustificazione non valutata dal Tribunale del riesame.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Torino ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p. La Corte ha censurato la motivazione del Tribunale sul periculum in mora come meramente formale e priva di correlazione con la condotta contestata al ricorrente, disponendo che in sede di riesame si verifichi il ruolo effettivo del consulente nella società e il concreto pericolo di dispersione dei suoi beni, secondo i criteri indicati dalle Sezioni Unite (cd. Ellade, n. 36959/2021).
Norme richiamate
art. 452-quaterdecies cod. pen.
Norma del reato contestato al ricorrente; fondamento del sequestro preventivo disposto dal GIP.
art. 110 cod. pen.
Richiamato per la contestazione del concorso di persone nel reato (partecipazione del ricorrente insieme ad altri soggetti).
art. 81, comma finale, cod. pen.
Utilizzato nella formulazione delle imputazioni con riguardo alla responsabilità concorrente e/o alle modalità di partecipazione; richiamato insieme all'art. 110 e all'art. 452-quaterdecies.
art. 324, comma 5, c.p.p.
Norma che disciplina la rimessione della questione al giudice competente dopo l'annullamento di provvedimenti cautelari, con rinvio per nuovo giudizio.
Ordinanza Sezioni Unite n. 36959 del 24/06/2021 (cd. Ellade)
n. 36959 del 24/06/2021, Rv. 281848-01
Criteri giurisprudenziali richiamati per la valutazione del periculum in mora e della proporzionalità nelle misure cautelari patrimoniali: occorre accertare il pericolo concreto di dispersione e la correlazione tra la misura e la condotta contestata, evitando motivazioni meramente formali.
Massime di principio
- Il periculum in mora che giustifica il sequestro preventivo patrimoniale deve essere provato concretamente e deve avere una chiara correlazione con la condotta contestata all'indagato; motivazioni generiche o meramente formali non sono sufficienti.
- La semplice presenza di documenti societari o di una cartella "Vendita" sul pc del consulente non prova di per sé l'intento o la capacità di disperdere beni: va valutato il ruolo effettivo della persona nella società e la reale possibilità di influire sulla destinazione dei patrimoni.
- Il giudice del riesame deve considerare e valutare le giustificazioni offerte dall'indagato; l'assenza di tale valutazione può comportare l'annullamento dell'ordinanza e il rinvio per nuovo esame.
- In caso di dubbio sulla sussistenza del pericolo di dispersione, la proporzionalità della misura impone che la tutela cautelare sia misurata e motivata con riferimento a elementi concreti e non puramente indiziari formali.
- La giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite Ellade) costituisce parametro per l'accertamento del periculum e richiede un bilanciamento tra esigenze cautelari e tutela dei diritti patrimoniali dell'indagato.
- Il gravame in Cassazione può ottenere l'annullamento e il rinvio quando il Collegio del riesame non abbia adeguatamente verificato il nesso tra prova acquisita e rischio di dispersione dei beni.
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