Ordinanza n. 168/2026 - Napoli, Sezione 2
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell'ordinanza di acquisizione n.90/2025 emessa dal Comune di Quarto a seguito di accertamento dell'inottemperanza all'ordinanza di demolizione n. 1/2019 a mezzo verbale di PM del 24 marzo 2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di acquisizione al patrimonio comunale conseguente all'inottemperanza a un'ordinanza di demolizione
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, l'ordinanza comunale di acquisizione n. 90/2025, adottata dopo l'accertamento dell'inottemperanza all'ordinanza di demolizione n. 1/2019 mediante verbale della polizia municipale del 24 marzo 2025. Il giudizio cautelare ha riguardato opere consistenti in ampliamenti volumetrici, frazionamenti immobiliari e realizzazione di tettoie, eseguite in totale assenza di titolo edilizio. Dal testo emerge una censura procedimentale per mancata comunicazione di avvio del procedimento e, in relazione all'area acquisita, una contestazione implicita della proporzionalità della misura.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare per carenza di fumus boni juris. Ha rilevato che l'ordinanza di demolizione del 2019 era divenuta definitiva e che il ricorrente non contestava l'abusività delle opere. Ha inoltre considerato che gli ampliamenti insistevano su un immobile già abusivo, oggetto di una precedente ordinanza di demolizione del 2015. Secondo il Collegio, l'acquisizione conseguente all'inottemperanza è un procedimento vincolato e automatico, privo di discrezionalità quanto all'an della sanzione. Quanto alla proporzionalità dell'area acquisita, il Comune aveva rispettato il limite legale, facendo riferimento agli indici urbanistici di zona e alla necessità di assicurare gestione, sicurezza e riutilizzo del bene. La censura relativa alla mancata comunicazione di avvio è stata respinta poiché il Comune aveva dimostrato che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso. Il ricorrente è stato condannato alla rifusione delle spese della fase cautelare, liquidate in euro 500,00.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
La disciplina dell'acquisizione conseguente all'inottemperanza all'ordine di demolizione è stata applicata nel senso che l'acquisizione è vincolata e automatica quanto all'an della sanzione; la proporzionalità dell'area acquisita va verificata entro il limite legale, anche mediante riferimento agli indici urbanistici di zona e alle esigenze di gestione, sicurezza e riutilizzo del bene.
art. 55 c.p.a.
Costituisce la base processuale della domanda cautelare incidentale; la sospensione è stata negata per assenza di adeguato fumus boni juris.
art. 7 l. 241/1990
La mancata comunicazione di avvio del procedimento non ha comportato l'accoglimento della censura, poiché il Comune ha dimostrato che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso.
Massime di principio
- L'acquisizione al patrimonio comunale conseguente all'inottemperanza a un'ordinanza di demolizione divenuta definitiva costituisce un procedimento vincolato e automatico quanto all'an della sanzione, senza margini di discrezionalità per l'amministrazione sulla sua applicazione.
- La verifica della proporzionalità dell'area acquisita deve essere compiuta entro il limite legale, potendo l'amministrazione motivare la relativa estensione mediante il riferimento agli indici urbanistici di zona e alle esigenze di gestione, sicurezza e riutilizzo del bene.
- La mancata comunicazione di avvio del procedimento non determina l'illegittimità dell'atto quando l'amministrazione dimostri che, avuto riguardo alla natura vincolata del procedimento, il contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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