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Sentenza

Sentenza n. 1428/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600054

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune su un’istanza-diffida volta alla formalizzazione del trasferimento di aree cedute in convenzione, all’avvio dell’acquisizione sanante di ulteriori aree occupate senza titolo o, in alternativa, alla loro restituzione e al risarcimento dei danni

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha dedotto la violazione dell’art. 2 l. n. 241/1990, lamentando l’inerzia del Comune rispetto all’istanza inviata il 4 giugno 2025. La richiesta riguardava, da un lato, l’adozione degli atti necessari a perfezionare il trasferimento della proprietà di alcune aree cedute gratuitamente in forza di una convenzione di lottizzazione del 29 novembre 1983, sulle quali il Comune aveva realizzato opere di urbanizzazione senza completare il trasferimento formale e la voltura catastale; dall’altro, l’avvio del procedimento di acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 per ulteriori porzioni di terreno occupate e utilizzate per la realizzazione di un acquedotto pubblico in assenza di titolo, procedura espropriativa e dichiarazione di pubblica utilità. In subordine, il ricorrente aveva chiesto la restituzione dei beni previa rimessione in pristino e il risarcimento dei danni. Il Comune, ritualmente intimato, non si è costituito né ha fornito riscontro.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso ex art. 117 c.p.a., ritenendo sussistente l’obbligo del Comune di provvedere sull’istanza del proprietario. In caso di occupazione sine titulo, l’amministrazione deve adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, mediante restituzione e ripristino oppure mediante l’esercizio del potere discrezionale di acquisizione sanante previsto dall’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001. Il giudice non ha imposto una delle due soluzioni sostanziali, ma ha ordinato al Comune di deliberare, con provvedimento espresso e motivato, se acquisire le aree o restituirle, entro sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Analogo obbligo è stato imposto per le ulteriori aree occupate per l’acquedotto. In caso di ulteriore inerzia, è stato nominato commissario ad acta il Prefetto di Cosenza, con facoltà di delega, da attivarsi su istanza del ricorrente entro i successivi sessanta giorni. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    ai sensi dell’art. 117, comma 2, c.p.a., in materia di “silenzio”, il giudice decide con sentenza in forma semplificata

    Disciplina il rito avverso il silenzio dell’amministrazione e consente al giudice di ordinare all’amministrazione di provvedere entro un termine determinato, anche mediante nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inerzia.

  • art. 2 l. 241/1990

    Impone all’amministrazione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso quando sussiste un obbligo di provvedere; tale obbligo ricorre anche sull’istanza del proprietario volta a sollecitare l’esercizio del potere di acquisizione sanante o, in alternativa, la restituzione del bene occupato senza titolo.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Prevede il procedimento speciale mediante il quale l’amministrazione può acquisire al proprio patrimonio il bene utilizzato senza titolo, ferma restando la discrezionalità della scelta sostanziale tra acquisizione e restituzione.

  • art. 97 Cost.

    I principi di legalità, imparzialità e buon andamento impongono all’amministrazione di porre fine alla situazione di occupazione sine titulo e di adeguare la situazione di fatto a quella giuridica.

Massime di principio

  • In presenza di un’occupazione amministrativa sine titulo, l’amministrazione ha l’obbligo di provvedere sull’istanza del proprietario diretta a sollecitare l’acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001 oppure, in alternativa, la restituzione del bene previa rimessione in pristino.
  • L’obbligo di provvedere riguarda l’adozione di una decisione espressa e motivata, ma non vincola l’amministrazione a scegliere necessariamente l’acquisizione sanante: la valutazione sul merito dell’acquisizione conserva natura discrezionale.
  • Il giudizio avverso il silenzio non consente al giudice di sostituirsi all’amministrazione nella scelta tra acquisizione e restituzione; il giudice può invece ordinare la conclusione del procedimento entro un termine e nominare un commissario ad acta per l’eventuale persistente inerzia.
  • Il dovere di porre fine all’occupazione sine titulo costituisce espressione dei principi di legalità, imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneEffetto conformativo e riedizione del potereOttemperanza e commissario ad actaPrincipio di legalità e tipicità

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