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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13741/2022 del 11/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva un unico motivo principale: carenza di motivazione o motivazione apparente circa la sussistenza del rapporto di pertinenzialitaà stabile, permanente e non occasionale tra il locale barberia "La Boutique du Barber" e il reato di cui all'art. 73 DPR 309/90. In particolare si contestava che il sequestro preventivo impeditivo fosse fondato soltanto sul rinvenimento, in un'unica occasione (4/2/2021), di sostanza stupefacente (807 g di cocaina) e di strumenti per il confezionamento, senza elementi idonei a dimostrare che il locale fosse indispensabile e non altrimenti sostituibile per la protrazione dell'attivita di spaccio; si evidenziava inoltre la tardivitaà della convalida ma il motivo decisivo era la carenza motivazionale sulla pertinenzialitaà

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato, e ha annullato con rinvio l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Potenza. La Corte ha spiegato che il sequestro preventivo cd. impeditivo ai sensi dell'art. 321 co. 1 cod. proc. pen. richiede la prova di un pericolo concreto e attuale che la libera disponibilitaà della cosa possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato o agevolare altri reati, nonché un nesso di pertinenzialitaà intrinseco, specifico e strutturale tra bene e reato. Ha ritenuto insufficiente, per giustificare il sequestro dell'immobile, il mero rinvenimento in una sola occasione di droga e strumenti di confezionamento senza ulteriori elementi di stabilità dell'attività illecita (es. episodi precedenti, segnalazioni, servizi, videosorveglianza, conversazioni/contatti ricorrenti, modifiche strutturali ecc.). Ha inoltre richiamato il principio di proporzionalità, invitando il giudice di rinvio a verificare se misure meno invasive o una modulazione più restrittiva del vincolo potessero conseguire lo stesso risultato

Norme richiamate

  • art. 321 co. 1 cod. proc. pen.

    Il sequestro preventivo impeditivo richiede che la libera disponibilità della cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato ovvero agevolare la commissione di altri reati; occorre un pericolo concreto, attuale e un nesso di pertinenzialità specifico e strutturale tra bene e reato

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Prevede i limiti del ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di appello e riesame di misure cautelari reali (ricorso per violazione di legge), ma la giurisprudenza ammette il controllo anche quando la motivazione sia del tutto assente o meramente apparente

  • art. 73 DPR 309/1990

    Norma sostanziale che sanziona la detenzione e il traffico di sostanze stupefacenti; il sequestro dell'immobile era motivato in relazione a reati commessi ai sensi di questa disposizione

  • art. 79 DPR 309/1990

    Disciplina speciale per l'agevolazione dell'uso di sostanze all'interno di locali pubblici (chiusura esercizio ecc.); la Corte ricorda che esistono misure speciali/amministrative ma non escludono il ricorso alle norme generali sul sequestro quando sia dimostrabile la correlazione indefettibile tra immobile e reato

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo cd. impeditivo su un immobile per reati di droga richiede dimostrazione di un pericolo concreto e attuale che la libera disponibilità dell'immobile possa aggravare o protrarre il reato o agevolare reati analoghi; non bastano elementi raccolti in una sola occasione
  • Deve esistere un nesso di pertinenzialità non occasionale, specifico e strutturale tra il bene e l'attività criminosa: il locale deve risultare, anche in base a elementi indiziari, non facilmente sostituibile e funzionalmente integrante l'attività illecita
  • La motivazione del provvedimento cautelare deve essere esplicita e comprensibile: argomentazioni apodittiche o meramente descrittive dei fatti (rinvenimento di droga e strumenti) sono insufficienti per sostenere una misura ablativa
  • Il giudice deve valutare la proporzionalità della misura e motivare sull'impossibilità di conseguire lo stesso risultato con misure meno invasive o modulando il vincolo (es. limitare l'oggetto del sequestro, misure interdittive, chiusure temporanee previste dalla normativa speciale)
  • Elementi utili a provare la stabilità del nesso sono: ripetute segnalazioni o interventi di polizia, precedenti rinvenimenti o sequestri, risultanze di videosorveglianza, conversazioni/contatti ricorrenti nei telefoni, testimonianze di acquirenti, modifiche strutturali del locale finalizzate all'attività illecita, gestione continuativa dell'attività di cessione
  • In assenza di tali elementi probatori la misura reale tende a essere annullata: in casi analoghi si dovrà valutare attentamente la documentazione probatoria e, se necessario, adottare misure cautelari alternative meno intrusive

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