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Sentenza

Sentenza del 25/08/2021 n. 1044 - Comm. Trib. Reg. per il Veneto

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha chiesto il rimborso/una riduzione delle accise sul carburante per gli anni 2012-2017 ritenendo che la normativa nazionale dovesse essere allineata alla normativa comunitaria e concedere il beneficio anche al noleggio autobus con conducente (servizio a finalità turistiche/occasionale). L'Ufficio aveva negato i rimborsi perché la normativa italiana non prevede la riduzione per la categoria del noleggio con conducente.

La decisione

L'appello è stato respinto e la sentenza di primo grado confermata. La Commissione ha richiamato la giurisprudenza della Corte di Giustizia (sentenza 30/01/2020) che ha ritenuto che l'art. 7 Direttiva 2003/96/CE non impedisca a uno Stato membro di prevedere un'aliquota ridotta per il gasolio usato nel trasporto regolare di passeggeri escludendo il trasporto occasionale, purché sia rispettato il principio di parità di trattamento. La Commissione ha ritenuto che l'art. 24-ter del T.U.A. individui chiaramente le categorie aventi diritto (enti pubblici, imprese pubbliche locali, autoservizi interregionali, regionali e locali, autoservizi regolari comunitari) escludendo il noleggio con conducente a fini turistici e ha considerato giustificata tale diversa disciplina. Condanna dell'appellante al pagamento delle spese del grado di appello liquidate in € 10.000,00.

Norme richiamate

  • Direttiva 2003/96/CE

    La Corte di Giustizia ha interpretato l'art.7 nel senso che non osta a una normativa nazionale che preveda aliquota ridotta per il gasolio utilizzato nel trasporto regolare di passeggeri ma non per il trasporto occasionale, a condizione che la normativa nazionale rispetti il principio di parità di trattamento.

  • Art. 24-ter T.U.A.

    La disposizione italiana individua specifiche categorie beneficiarie (enti pubblici/imprese pubbliche locali, autoservizi interregionali, regionali e locali, autoservizi regolari comunitari) escludendo il noleggio con conducente a finalità turistiche; è interpretata come una scelta legislativa che agevola il trasporto pubblico/regolare.

  • Sentenza della Corte di Giustizia (30/01/2020)

    La giurisprudenza conferma che gli Stati membri hanno discrezionalità nel delimitare i benefici fiscali per categorie di trasporto, purché non venga violato il principio di parità di trattamento; la verifica dell'eventuale discriminazione è rimessa al giudice nazionale.

Massime di principio

  • La Direttiva 2003/96/CE non impone automaticamente che tutti i tipi di trasporto passeggeri (incluso il noleggio con conducente/occasionale) siano destinatari di aliquote ridotte: gli Stati membri possono limitare i benefici a categorie specifiche (es. trasporto regolare/pubblico).
  • Per ottenere il beneficio il ricorrente deve dimostrare che la sua attività rientra nelle categorie espressamente previste dalla normativa nazionale o che la norma nazionale viola il principio di parità di trattamento rispetto a soggetti comparabili.
  • La giurisprudenza comunitaria richiede che, se uno Stato limita i benefici, la limitazione non risulti discriminatoria: la valutazione della parità di trattamento è rimessa al giudice nazionale e richiede un confronto concreto tra situazioni equiparabili.
  • In assenza di una previsione esplicita nella normativa nazionale che includa il noleggio con conducente, non è ammessa un'estensione analogica dell'agevolazione; il ricorso alla Corte di Giustizia può confermare la legittimità della disciplina nazionale ove non emerga discriminazione.
  • Chi intende contestare un diniego deve documentare elementi fattuali e giuridici che dimostrino la sostanziale identità del servizio rispetto a quelli agevolati o l'ingiustificato trattamento differenziato rispetto ad altri operatori beneficiari.

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