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Sentenza

Sentenza n. 494/2026 - Milano, Sezione 2

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza n.49/2025 della Sezione Lavoro del Tribunale di Monza.

Giustizia amministrativa202503702

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 49/2025 del Tribunale di Monza, Sezione Lavoro, recante condanna al pagamento di quattro mensilità a titolo di risarcimento per abusiva reiterazione di contratti a tempo determinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza al fine di ottenere l'esatta esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 49/2025 del Tribunale di Monza, notificata e comprovata come passata in giudicato. La sentenza aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito a corrispondere quattro mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, a titolo di risarcimento del danno per l'abusiva reiterazione di contratti a tempo determinato oltre il limite di 36 mesi. Poiché l'Amministrazione non aveva inizialmente soddisfatto la pretesa, il ricorrente ha chiesto l'ordine di conformazione al giudicato, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inottemperanza, l'applicazione di una penalità di mora e la condanna alle spese. Nel corso del giudizio il Ministero si è costituito e, il 26 gennaio 2026, ha depositato speciali ordini di pagamento per le spese legali e per il risarcimento oggetto della controversia.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile perché ha preso atto del deposito, da parte dell'Avvocatura Distrettuale dello Stato, degli speciali ordini di pagamento relativi sia alle spese legali sia al risarcimento del danno riconosciuto dal giudicato. L'adempimento intervenuto nel corso del giudizio ha fatto venir meno l'interesse alla prosecuzione dell'azione di ottemperanza. In ragione della natura processuale della pronuncia, le spese del giudizio sono state compensate tra le parti. È stata inoltre disposta l'oscurazione delle generalità della parte interessata.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La disposizione è stata posta a fondamento della declaratoria di improcedibilità del ricorso, conseguente al venir meno dell'interesse alla decisione per effetto dell'adempimento intervenuto nel corso del giudizio.

  • art. 124 disp. att. c.p.c.

    Richiamato quale riferimento per l'attestazione del passaggio in giudicato della sentenza del Tribunale di Monza.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento della disposizione di oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Il ricorso per ottemperanza diviene improcedibile quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione adempie integralmente all'obbligo risultante dal giudicato, facendo venir meno l'interesse concreto e attuale alla prosecuzione del processo.
  • L'adempimento dell'amministrazione deve ritenersi rilevante ai fini dell'improcedibilità quando riguarda non solo la prestazione principale riconosciuta dal giudicato, ma anche le spese legali eventualmente dovute in esecuzione del titolo.
  • Quando il giudizio di ottemperanza si conclude per sopravvenuta soddisfazione della pretesa, la natura in rito della pronuncia può giustificare la compensazione delle spese processuali.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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