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Sentenza

Sentenza n. 1089/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202501191

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Questore di Bergamo che ha disposto, ai sensi dell’art. 100 TULPS, la sospensione per quindici giorni delle autorizzazioni relative a un esercizio commerciale comprendente attività di ristorazione e attività di discoteca

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (gestore di pubblico esercizio)

Prevale il privato

La controversia

La società ha dedotto, con unico motivo, la violazione dell’art. 100 TULPS e l’eccesso di potere per carenza istruttoria ed erronea valutazione dei presupposti di fatto e di diritto. Ha sostenuto che il ristorante e la discoteca, pur contigui e gestiti dalla medesima società, costituiscono due esercizi distinti, con spazi, accessi e attività differenti. Gli episodi violenti verificatisi il 21 settembre 2025 e l’attività di pubblico spettacolo asseritamente abusiva riguardavano la discoteca, non il ristorante, che non aveva dato luogo a criticità ed era rimasto estraneo agli accadimenti. La ricorrente ha inoltre evidenziato di avere cessato l’attività di discoteca dopo la diffida comunale e di avere proseguito esclusivamente la somministrazione di alimenti e bevande.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il decreto questorile. Ha qualificato la sospensione ex art. 100 TULPS come misura preventiva, non sanzionatoria, adottabile anche in assenza di responsabilità del gestore, purché sussista un chiaro collegamento tra gli episodi e l’attività del pubblico esercizio. L’esercizio del potere è ampiamente discrezionale, ma resta sindacabile quanto alla ricostruzione dei fatti e per difetto istruttorio, illogicità, irragionevolezza, sproporzione o sviamento. Nel caso concreto, il provvedimento aveva erroneamente riferito al complesso commerciale unitariamente considerato fatti che, secondo la documentazione, riguardavano la pista da ballo e quindi la distinta discoteca; non aveva adeguatamente accertato il rapporto tra gli episodi e il ristorante. Inoltre, gli episodi esterni non risultavano dimostrati come prosecuzione senza soluzione di continuità di fatti iniziati all’interno del ristorante, né come riferibili ai suoi avventori. Il Collegio ha rilevato anche che i disordini del 21 settembre costituivano episodi isolati e che l’Amministrazione non aveva dimostrato precedenti o reiterazioni tali da giustificare la misura. Le spese sono state poste a carico dell’Amministrazione e liquidate in euro 2.500, oltre oneri e accessori.

Norme richiamate

  • art. 100 R.D. 773/1931 (TULPS)

    Oltre i casi indicati dalla legge, il questore può sospendere la licenza di un esercizio, anche di vicinato, nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l'ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini. Qualora si ripetano i fatti che hanno determinata la sospensione, la licenza può essere revocata.

    La sospensione è una misura preventiva e non sanzionatoria, adottabile in presenza di un pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica e indipendentemente dall’accertamento della responsabilità del gestore, ma solo in presenza di un chiaro collegamento tra i fatti contestati e l’attività del pubblico esercizio. Gli episodi isolati non sono normalmente sufficienti, salvo che siano caratterizzati da particolare gravità o allarme sociale; i fatti esterni rilevano soltanto se riguardano pertinenze dell’esercizio o costituiscono la prosecuzione senza soluzione di continuità di fatti iniziati all’interno.

  • artt. 68 e 80 R.D. 773/1931 (TULPS)

    Sono richiamati in relazione alla necessità delle autorizzazioni per lo svolgimento di attività di pubblico spettacolo e all’agibilità dei relativi locali; nel caso concreto, la mancanza di autorizzazioni riguardava la discoteca e non il ristorante.

Massime di principio

  • La sospensione della licenza prevista dall’art. 100 TULPS ha natura preventiva e non sanzionatoria: può essere disposta anche senza accertare una responsabilità del gestore, ma richiede un concreto e chiaro collegamento tra i fatti pregiudizievoli per l’ordine e la sicurezza pubblica e l’attività dello specifico esercizio colpito dalla misura.
  • Quando un medesimo gestore esercita attività diverse in locali contigui, l’Amministrazione deve verificare e motivare quale specifico esercizio, spazio e attività siano effettivamente collegati agli episodi posti a fondamento della sospensione; non è sufficiente riferire genericamente i fatti a un complesso commerciale unitariamente considerato.
  • Gli episodi verificatisi all’esterno di un pubblico esercizio possono fondare una misura ex art. 100 TULPS solo se riguardano pertinenze del locale oppure se, sulla base di accertamenti documentati, costituiscono la prosecuzione senza soluzione di continuità di fatti iniziati all’interno, con dimostrazione del nesso causale con l’attività commerciale.
  • L’ampia discrezionalità del Questore nell’applicazione dell’art. 100 TULPS non esclude il sindacato giudiziale sulla ricostruzione del fatto e sulla valutazione dei presupposti, in particolare per difetto di istruttoria, illogicità, irragionevolezza o sproporzione.
  • Un singolo episodio di disordine, in assenza di particolare gravità o allarme sociale, non è di regola sufficiente a giustificare la sospensione ex art. 100 TULPS; l’Amministrazione deve evidenziare la pluralità, reiterazione o specifica eccezionale gravità degli episodi rilevanti.

Come è indicizzato

MaterieOrdine e sicurezza pubblicaPubblici esercizi e somministrazioneLicenze e autorizzazioni di polizia
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoCommercio e attività produttive
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezzaEccesso di potere

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