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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34306/2023 del 03/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Si censura l'omessa e totale mancanza di motivazione della Corte d'appello circa la proposta di concordato ex art. 599-bis c.p.p. formulata dall'imputato e corredata del consenso espresso del Procuratore Generale distrettuale, inserita tempestivamente nel fascicolo dibattimentale; inoltre l'imputato deduce la nullità per mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. Il Procuratore Generale aveva chiesto l'accoglimento dei ricorsi e l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto ammissibili e fondati i ricorsi avendo riscontrato l'evidente omissione della Corte territoriale nel considerare la proposta di concordato ex art. 599-bis c.p.p. e il consenso del Procuratore Generale. Tuttavia, essendo il reato (art. 372 c.p.) commesso il 7 luglio 2015, la prescrizione massima è decorso il 7 gennaio 2023 e, anche considerando i periodi di sospensione (171 giorni ai sensi dell'art. 159 c.p.), la scadenza è slittata al 28 giugno 2023; di conseguenza il reato si è estinto per prescrizione e la Corte di cassazione ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio per estinzione del reato (art. 129, comma 1, c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 372 cod. pen.

    Norma delittuosa contestata (falsa testimonianza). La sentenza di merito aveva condannato l'imputato in base a tale articolo; la Cassazione rileva la decorrenza del termine di prescrizione relativo a questo reato.

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Regola il concordato in appello. La Corte afferma che la proposta di concordato e il consenso del pubblico ministero devono essere considerati e motivati dal giudice d'appello; l'omessa considerazione può costituire motivo di cassazione relativo alla formazione della volontà della parte e al contenuto della pronuncia.

  • art. 129, comma 1, cod. proc. pen.

    Disposizione che impone l'annullamento senza rinvio quando il reato è estinto (es. per prescrizione). La Cassazione l'ha applicata qui, annullando la sentenza perché il reato è estinto.

  • art. 159 cod. pen.

    Prevede la sospensione dei termini di prescrizione in determinate ipotesi; la Corte ha computato 171 giorni di sospensione per determinare la nuova scadenza prescrizionale.

Massime di principio

  • Se in appello viene proposta una composizione concordata ex art. 599-bis c.p.p. e il Procuratore Generale esprime consenso, il giudice d'appello è tenuto a considerare espressamente la proposta e a motivare la decisione in merito; l'omessa considerazione è vizio che rende ammissibile il ricorso per cassazione quando riguarda la formazione della volontà della parte o il consenso del pubblico ministero.
  • Le doglianze relative a vizi formali della pronuncia sul concordato, alla mancata valutazione della proposta e al difforme contenuto della sentenza possono essere censurate in Cassazione; viceversa, questioni rinunciate o meri vizi sulla determinazione della pena sono inammissibili se non si traducono in illegittimità della sanzione.
  • Quando nel corso del procedimento la prescrizione del reato si concretizza, la Corte di cassazione può annullare senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato ai sensi dell'art. 129 c.p.p.; in tali casi il merito della decisione (es. omissione sul concordato) non produce rilievo pratico perché il reato è estinto.
  • Nel valutare la decorrenza dei termini di prescrizione è necessario computare eventuali sospensioni previste dalla legge (es. art. 159 c.p.), perché anche periodi relativamente brevi di sospensione possono spostare la scadenza prescrizionale e determinare l'estinzione del reato.
  • Se il concordato è stato accolto per un coimputato ma non considerato per altro imputato pur essendo stato tempestivamente proposto, ciò configura un errore del giudice d'appello che può giustificare l'annullamento della decisione per mancata motivazione.

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