Cassazione Penale, Sentenza n. 8080/2025 del 27/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente impugna la decisione che l'aveva dichiarata responsabile del reato di cui all'art. 590-bis c.p. (investimento di un pedone sulle strisce e fuga, con lesioni superiori a 40 giorni) e condannata, contestando specificamente la mancata conversione della pena detentiva in sanzione pecuniaria ai sensi degli artt. 53 e ss. della legge n. 689/1981. Sostiene che la Corte d'appello ha erroneamente richiesto la dimostrazione della "solvibilità" dell'imputata, mentre la normativa richiede la presenza di presupposti oggettivi e soggettivi e segnala di avere rinunciato al beneficio della sospensione condizionale della pena (art. 163 c.p.)
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha accolto l'impugnazione limitatamente al punto relativo al diniego della sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria. Ha annullato la sentenza impugnata su tale profilo e ha rinviato ad altra Sezione della Corte d'appello di Catania per un nuovo giudizio sul solo punto della conversione. Ha dichiarato irrevocabile la sentenza quanto all'accertamento della responsabilità penale. In motivazione la Corte ha ricordato che la conversione è compatibile con la sospensione condizionale (soprattutto per fatti anteriori alla riforma), che la ricorrente aveva richiesto la conversione rinunciando al beneficio della sospensione e che il diniego fondato sulla mancata dimostrazione della "solvibilità" è errato: la conversione può essere concessa anche in presenza di condizioni economiche disagiate e la valutazione resta comunque discrezionale, tenendo conto dei criteri dell'art. 133 c.p.
Norme richiamate
art. 590-bis cod. pen.
Norma che definisce il reato contestato (lesioni stradali con fuga/omissione di soccorso): la sentenza ne afferma la responsabilità dell'imputata per i fatti commessi l'11 aprile 2018
art. 141 d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285
Richiamato per individuare la violazione di precetti di colpa sia generica sia specifica (normativa del codice della strada rilevante ai fini della responsabilità colposa)
artt. 53 e ss. legge 24 novembre 1981, n. 689
Disposizioni sulla sostituzione delle pene detentive brevi con pena pecuniaria: la Corte ricorda che la conversione è rimessa alla valutazione discrezionale del giudice e può essere disposta anche se il condannato è in condizioni economiche disagiate
art. 163 cod. pen.
Prevede la possibilità di rinuncia al beneficio della sospensione condizionale: la difesa aveva espressamente richiesto la conversione rinunciando alla sospensione, circostanza rilevante ai fini della decisione
art. 2, comma quarto, cod. pen.
Principio della legge più favorevole nel tempo: applicabile ai fatti commessi prima dell'entrata in vigore della modifica che vieta la conversione in presenza di sospensione, perciò si applica la norma più favorevole all'imputato
art. 61-bis legge 24 novembre 1981, n. 689 (introdotto dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150)
La modifica che limita l'alternatività tra sospensione e pene sostitutive non si applica ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore; pertanto non poteva ostare alla conversione nel caso di specie
art. 56-quater legge 24 novembre 1981, n. 689 (introdotto dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150)
Norma che individua l'intervallo tra il valore minimo e massimo giornaliero di conversione, consentendo al giudice di adeguare la conversione alle condizioni economiche dell'imputato e alle finalità rieducative
art. 58, secondo comma, legge 24 novembre 1981, n. 689
Il divieto di sostituzione per prognosi di inadempimento si riferisce alle pene sostitutive con prescrizioni (semidetenzione, libertà controllata) e non alla pena pecuniaria pura
art. 133 cod. pen.
Criteri di determinazione della pena che il giudice deve considerare (tra cui le condizioni di vita individuale, familiare e sociale dell'imputato) nella valutazione della conversione
art. 624 cod. proc. pen.
Norma processuale richiamata per dichiarare l'irrevocabilità della sentenza quanto all'accertamento della responsabilità penale
Massime di principio
- La conversione di pene detentive brevi in pena pecuniaria è rimessa al libero apprezzamento del giudice e non è automaticamente esclusa dalla presenza di una sospensione condizionale, specie per fatti anteriori a una modifica normativa che interdice tale combinazione; il difensore può inoltre rinunciare al beneficio della sospensione per favorire la conversione
- Il giudice non può negare la conversione esclusivamente per la mancata dimostrazione della "solvibilità" del condannato: condizioni economiche disagiate non precludono di per sé la pena pecuniaria sostitutiva, che non comporta prescrizioni onerose come la semidetenzione
- In caso di successione di norme penali si applica la norma più favorevole all'imputato (principio del favor rei), con conseguente possibile applicazione di regole meno restrittive anche se sopravvenute
- La prognosi di inadempimento ostativa alla sostituzione riguarda le pene sostitutive accompagnate da prescrizioni (semidetenzione, libertà controllata) e non la pena pecuniaria pura
- Se la Cassazione annulla solo il punto relativo alla pena (conversione) dispone il rinvio per nuovo giudizio su quel profilo, mentre l'accertamento della responsabilità resta irrevocabile
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