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Sentenza

Sentenza n. 1940/2026 - Napoli, Sezione 3

per l’annullamento “a) dell’ordinanza, reg. ord. n. 7 e prot. gen. n. 651 del 20 gennaio 2023, notificata ai sopra generalizzati ricorrenti nella successiva data del 30 gennaio 2023, di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’“area di sedime, nonché il diritto di passaggio e/o servitù per accedere alle opere abusive ove occorre per la complessiva superficie di m2 4.000”, facente parte dell’immobile in proprietà dei ricorrenti, sito in Boscotrecase alla via Monaco, 1-2, censito in catasto al foglio 17, p.lla 187, ex p.lle 2738 e 2740; b) di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale.”

Giustizia amministrativa202301583

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza commissariale di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’area di sedime e del diritto di passaggio necessari per accedere a opere edilizie abusive

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza di acquisizione gratuita adottata dal Commissario ad acta in esecuzione della sentenza che aveva imposto al Comune di concludere il procedimento avviato su una diffida relativa ad abusi edilizi. Con il primo motivo hanno sostenuto che il Comune avesse già adempiuto all’ordine giudiziale mediante una nota del 17 maggio 2019 e che, pertanto, il Commissario ad acta avesse ecceduto i poteri conferitigli. Con il secondo motivo hanno dedotto la mancata notificazione dell’ordine di acquisizione a tutti i comproprietari. Con il terzo motivo hanno contestato il difetto di istruttoria, sostenendo che fossero state acquisite opere non suscettibili di calcolo della superficie, aree appartenenti ad altri soggetti, manufatti preesistenti o legittimi e un’area comprendente un locale che sarebbe stato assentito mediante DIA e successiva sanatoria. Con il quarto motivo hanno dedotto l’inefficacia dell’acquisizione poiché alcune opere pertinenziali sarebbero state suscettibili di accertamento di conformità in sanatoria ai sensi dell’art. 36 d.P.R. 380/2001. La controinteressata ha eccepito, tra l’altro, il difetto di legittimazione e di interesse dei ricorrenti e la necessità di impugnare previamente le ordinanze di demolizione.

La decisione

Il TAR ha respinto il primo motivo, ritenendo che la nota comunale del 17 maggio 2019 non avesse dato esecuzione alla sentenza del 2018: essa si limitava a dare atto dell’accertata inottemperanza e a programmare l’attività repressiva, senza adottare le sanzioni edilizie dovute. Il Commissario ad acta, quindi, non ha ecceduto i propri poteri adottando l’ordinanza acquisitiva. È stato respinto anche il secondo motivo: pur essendo necessario che l’ordine di demolizione e il provvedimento acquisitivo siano notificati a tutti i proprietari affinché producano effetti nei loro confronti, il comproprietario che abbia ricevuto la notificazione non può dolersi della mancata notifica agli altri comproprietari, trattandosi di vizio deducibile solo dal soggetto nel cui interesse la notifica è prevista. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile. Le censure relative alla non acquisibilità delle opere, alla loro legittimità, alla titolarità delle aree e alla superficie avrebbero dovuto essere proposte contro le presupposte ordinanze di demolizione del 2011. L’acquisizione sarebbe stata illegittima soltanto se avesse oltrepassato i limiti oggettivi fissati da tali ordinanze, circostanza non dimostrata. Le doglianze concernenti beni non appartenenti ai ricorrenti sono state inoltre ritenute prive di interesse. Anche il quarto motivo è stato dichiarato inammissibile, poiché la possibilità di sanatoria avrebbe dovuto essere fatta valere impugnando le ordinanze di demolizione. In ogni caso, i ricorrenti non hanno provato di avere presentato l’istanza di accertamento di conformità e, secondo il principio richiamato dall’Adunanza plenaria n. 16/2023, decorso il termine di 90 giorni dall’inottemperanza l’amministrazione diviene proprietaria del bene abusivo e il responsabile perde la legittimazione a chiedere l’accertamento di conformità. Il ricorso è stato quindi in parte respinto e in parte dichiarato inammissibile. I ricorrenti sono stati condannati in solido al pagamento di 2.000 euro di spese in favore della controinteressata; spese compensate nei confronti del Comune e del Commissario ad acta.

Norme richiamate

  • artt. 21, 34, comma 1, lett. e), 114, comma 4, lett. d), e 117, comma 3, c.p.a.

    Norme richiamate dai ricorrenti in relazione ai poteri del Commissario ad acta e all’esecuzione della precedente pronuncia; il TAR ha ritenuto legittima l’attività commissariale.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Disciplina l’ingiunzione di demolizione, l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale in caso di inottemperanza e i relativi presupposti. Il provvedimento acquisitivo deve rispettare i limiti oggettivi dell’ordine di demolizione presupposto.

  • art. 21-bis l. 241/1990

    La notificazione dell’atto recettizio impositivo di obblighi costituisce condizione legale della sua efficacia nei confronti del destinatario; la mancata notifica agli altri comproprietari può essere fatta valere soltanto da questi ultimi.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    La possibilità di presentare un’istanza di accertamento di conformità non può essere utilmente dedotta per la prima volta contro il provvedimento acquisitivo quando avrebbe dovuto essere contestata mediante impugnazione dell’ordine di demolizione presupposto.

  • art. 37 d.P.R. 380/2001

    Richiamato dai ricorrenti con riferimento al titolo edilizio in sanatoria asseritamente rilasciato per una parte dei manufatti; la relativa doglianza è stata ritenuta inammissibile perché tardivamente riferita all’atto acquisitivo.

  • art. 79, comma 2, c.p.a.

    Applicato per dichiarare l’interruzione del giudizio a seguito del decesso di una ricorrente.

  • art. 80 c.p.a.

    Applicato per la riassunzione del giudizio da parte degli eredi.

  • sentenza Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 11 ottobre 2023, n. 16

    Alla scadenza del termine di 90 giorni, l’Amministrazione è dunque ipso iure proprietaria del bene abusivo ed il responsabile non è più legittimato a proporre l’istanza di accertamento di conformità.

    Decorso il termine previsto a seguito dell’inottemperanza all’ordine di demolizione, si produce l’acquisizione della proprietà in favore dell’amministrazione e il responsabile perde la legittimazione a presentare l’istanza di accertamento di conformità.

Massime di principio

  • La nota con cui l’amministrazione si limita ad accertare l’inottemperanza agli ordini di demolizione e a programmare la futura attività repressiva non costituisce adempimento dell’obbligo giudiziale di concludere il procedimento con l’adozione delle sanzioni edilizie; in tale situazione il Commissario ad acta conserva il potere di adottare il provvedimento acquisitivo dovuto.
  • L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale deve rimanere entro i limiti oggettivi individuati nell’ordine di demolizione presupposto; le contestazioni relative all’abusività, alla consistenza, alla legittimità o alla titolarità delle opere devono essere dedotte contro l’ordine di demolizione e non possono essere fatte valere per la prima volta contro l’atto acquisitivo, salvo che quest’ultimo abbia ampliato l’oggetto dell’acquisizione oltre quei limiti.
  • La mancata notificazione dell’ordine di demolizione o dell’atto acquisitivo a uno dei comproprietari non determina, nei confronti del comproprietario che abbia ricevuto regolare notificazione, un vizio deducibile da quest’ultimo, poiché la notificazione è condizione di efficacia dell’atto nei confronti del singolo destinatario.
  • Decorso il termine di 90 giorni dall’inottemperanza all’ordine di demolizione, l’amministrazione diviene proprietaria del bene abusivo e il responsabile non è più legittimato a proporre l’istanza di accertamento di conformità.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioGiudizio di ottemperanzaInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del potereLegittimazione e interesse a ricorrereEfficacia ed esecutorietàDecadenza e tardività

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