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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48453/2023 del 05/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano il decreto per più motivi: contestazione della competenza territoriale (sostenendo che i fatti si erano consumati nel territorio campano e quindi la competenza non fosse di Trieste); contestazione della sussistenza della pericolosità sociale generica nei confronti di Formicola Pasquale (denunciando omissione di valutazione di elementi difensivi e richiedendo che il giudizio prognostico fosse fondato su comportamenti certi e recenti); impugnazione della confisca dell'imbarcazione FIART (negando il collegamento del bene con i proventi illeciti e lamentando che il giudice di prevenzione si era limitato a riprendere valutazioni penali senza valutare le circostanze dell'acquisto); impugnazione della confisca di immobili intestati a De Falco Tiziana (sostenendo che gli acquisti erano frutto di reinvestimento di precedenti vendite e che non era stata esaminata adeguatamente la provenienza dei fondi) e contestazione della confisca dell'autovettura intestata a Formicola Gaetano (acquistata dopo il periodo temporale rilevante per la pericolosità).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Motivi principali della decisione: il primo motivo (competenza) è stato ritenuto reiterativo ed è stato respinto richiamando il principio secondo cui, nel procedimento di prevenzione, la competenza territoriale si radica nel luogo in cui la pericolosità sociale si manifesta al momento della decisione; la Corte d'appello aveva correttamente ritenuto che la manifestazione di pericolosità fosse collegata a operazioni svolte nella sede della società destinataria delle operazioni di reimpiego a Trieste. Gli altri motivi sono stati considerati non deducibili in cassazione nel procedimento di prevenzione (limiti del sindacato di legittimità su apprezzamenti di fatto e travisamento della prova), sicché la Corte ha ritenuto non censurabile la valutazione del giudice d'appello circa la pericolosità (anche in relazione a condanne penali richiamate) e circa l'anomalia nell'intestazione dell'imbarcazione nonché l'insufficiente capacità reddituale di De Falco e Gaetano rispetto agli acquisti contestati. Conseguentemente i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili; i ricorrenti condannati alle spese processuali e a versare ciascuno euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Decreto legislativo 159/2011

    La norma definisce la figura del soggetto socialmente pericoloso; la Corte ha ritenuto che Formicola Pasquale rientrasse nella nozione di pericolosità ai fini della misura di prevenzione

  • Codice di procedura penale - disposizioni di attuazione

    art. 173 disp.att. cod.proc.pen.

    Norma richiamata per il ricorso in cassazione e la formulazione dei motivi: i ricorrenti hanno sintetizzato i motivi ai sensi di tale disposizione

  • Codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. e) cod.proc.pen.

    Richiamata nella motivazione in relazione al vizio di travisamento della prova per omissione: tale vizio è generalmente estraneo al procedimento di legittimità in materia di prevenzione salvo che ricorra un errore di ricostruzione così grave da configurare violazione di legge

  • Codice di procedura penale

    art. 606, comma terzo cod.proc.pen.

    Norma richiamata per la dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi nel procedimento di prevenzione

  • Codice di procedura penale

    Disposto richiamato per la condanna alle spese processuali e per la comminazione della multa alla Cassa delle ammende a carico dei ricorrenti

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione - Sezioni Unite

    Sez. U, n. 33451 del 29/05/2014, Rv. 260245 - 01

    Principio richiamato secondo cui, nel procedimento di prevenzione, la competenza territoriale si determina in relazione al luogo di manifestazione attuale della pericolosità sociale

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione - Sez. 2

    Sez. 2, n. 20968 del 06/07/2020, Rv. 279435 - 01

    Richiamata in merito ai limiti del sindacato di legittimità su travisamento della prova per omissione nei procedimenti di prevenzione

Massime di principio

  • Nel procedimento di prevenzione la competenza territoriale si fonda sul luogo in cui la pericolosità sociale si manifesta al momento della decisione; non basta indicare il luogo degli inizi della condotta se la manifestazione effettiva di reimpiego o operazioni rilevanti è in altra sede
  • In Cassazione, nei procedimenti di prevenzione, il sindacato è principalmente di natura giuridica: le censure che richiedono rinnovata valutazione dei fatti o diversa lettura delle prove sono in larga parte inammissibili
  • La valutazione della pericolosità sociale può fondarsi anche su precedenti sentenze penali e su accertamenti di procedimenti distinti, purché il collegamento sia motivato e coerente
  • Anomalie nella intestazione o nella modalità di acquisto di beni (es. beni intestati a soggetti con diversa ragione sociale o soggetti con redditi modesti) costituiscono elementi idonei a corroborare il sospetto di provenienza illecita e giustificare misure patrimoniali
  • La prova della lecita provenienza dei beni spetta a chi ne propone la titolarità: il semplice richiamo a operazioni di reinvestimento deve essere documentato temporalmente e logicamente connesso agli acquisti per essere convincente
  • Le censure sulla mancata valutazione di elementi difensivi devono dimostrare che il giudice ha ignorato plurime circostanze decisive o ha costruito una motivazione apparente per poter essere rilevanti in Cassazione
  • Ricorsi inammissibili o manifestamente infondati nei procedimenti di prevenzione possono comportare condanne alle spese e sanzioni alla Cassa delle ammende

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