Cassazione Penale, Sentenza n. 46271/2022 del 07/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
L'imputato ha impugnato la sentenza d'appello che lo aveva ritenuto responsabile, in concorso con altri, di rapina pluriaggravata e di sequestro di persona. I motivi di ricorso contestavano: a) violazioni procedurali e vizio di motivazione sulla valutazione delle dichiarazioni testimoniali e sulla mancata considerazione della versione difensiva (sostenendo di essere stato costretto e di avere abbandonato il mezzo appena possibile); b) mancato riconoscimento della desistenza volontaria o, in subordine, del recesso attivo; c) esclusione della configurabilità del tentativo di rapina (sosteneva che non si era realizzato un autonomo impossessamento della refurtiva); d) assorbimento del sequestro di persona nella rapina (perché la privazione della libertà sarebbe durata solo il tempo necessario alla rapina); e) errata esclusione del concorso anomalo; f) mancato riconoscimento dell'attenuante per ruolo marginale prevista dall'art. 114 cod. pen.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e perché le doglianze reiteravano censure già affrontate in appello senza confrontarsi con le risposte motivate della corte territoriale. Ha ritenuto logicamente e giuridicamente corrette le argomentazioni della Corte di Appello: la versione difensiva (costrizione e ignoranza del piano criminoso) è stata confutata dalla prova testimoniale e dagli atti di PG che descrivevano un'azione coordinata e sincronizzata; il comportamento del Lazzara (porsi alla guida del mezzo e allontanarsi) ha integrato il pieno impossessamento della refurtiva e quindi la rapina è da ritenersi consumata, escludendo la desistenza volontaria e il recesso attivo; il sequestro di persona è stato ritenuto autonomo e sussistente in quanto la privazione della libertà si è protratta anche dopo la consumazione della rapina; non sono state riconosciute le attenuanti del concorso anomalo né quella di ruolo marginale, posto che l'imputato ha avuto un ruolo essenziale nell'esecuzione del reato. Per l'inammissibilità del ricorso il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3000 a favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 533 cod. proc. pen.
Richiamato nel contesto delle censure su motivazione e valutazione delle prove; la Corte ha ritenuto i motivi generici e volti a un riesame di merito, quindi inammissibili.
art. 546 cod. proc. pen.
Invocato con riferimento ai vizi di motivazione: la Consulta ha rilevato che il ricorso non ha confutato le motivazioni della corte territoriale, limitandosi a riproporre argomentazioni di merito.
art. 192 cod. proc. pen.
Richiamato in tema di doglianze relative alla valutazione delle dichiarazioni testimoniali; la Corte ha ritenuto adeguata e non contraddittoria la valutazione operata dai giudici di merito.
art. 56 cod. pen. (commi 3 e 4)
Norme sulla desistenza e sul recesso attivo: la Corte ha ricordato che tali istituti si applicano solo in ipotesi di tentativo; qui la rapina si è già consumata quando l'agente ha acquisito la materiale disponibilità della cosa.
art. 628 cod. pen.
Definizione e consumazione della rapina: la Corte ha interpretato la consumazione come realizzata non appena la cosa sottratta passa nella materiale disponibilità dell'agente, anche se temporaneamente.
art. 605 cod. pen.
Reato di sequestro di persona: la Corte ha ritenuto integrato il reato autonomo quando la privazione della libertà si prolunga oltre il tempo strettamente necessario alla consumazione della rapina.
art. 116 cod. pen. (comma 2)
Concorso anomalo: escluso quando la condotta è stata concordata e rientra nel programma criminoso condiviso dall'imputato e dai complici.
art. 114 cod. pen.
Attenuante per ruolo marginale: non riconosciuta perché l'imputato ha avuto un ruolo essenziale (ha guidato e allontanato il mezzo), contribuendo in modo determinante all'esecuzione del reato.
Massime di principio
- Un ricorso in Cassazione che si limiti a ripetere censure già esaminate in appello, senza confrontarsi con le argomentazioni della corte territoriale, è suscettibile di essere dichiarato inammissibile per genericità.
- Nella rapina la consumazione si realizza quando l'agente acquisisce la materiale disponibilità della cosa sottratta: anche un possesso temporaneo può bastare a escludere la configurabilità della sola tentata rapina e a impedire il riconoscimento della desistenza volontaria o del recesso attivo.
- La desistenza volontaria e il recesso attivo operano solo sul terreno del tentativo; se il reato è già consumato tali istituti non sono applicabili.
- Il sequestro di persona può essere autonomo rispetto alla rapina se la privazione della libertà si protrae oltre il tempo strettamente necessario per l'esecuzione della rapina; non è necessario misurare minuti esatti: rileva la prosecuzione della privazione oltre la consumazione.
- Le attenuanti per concorso anomalo o per ruolo marginale sono escluse se l'azione dell'imputato è stata concordata con i complici o se la sua condotta è stata essenziale per l'esecuzione del reato.
- La valutazione dell'attendibilità delle dichiarazioni testimoniali e della ricostruzione dei fatti da parte dei giudici di merito ha ampia discrezionalità; il ricorso in Cassazione può essere inammissibile se mira solo a un diverso apprezzamento del materiale probatorio senza indicare vizi di diritto.
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