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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03270/2025 del 27/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Palermo che lo aveva ritenuto responsabile per più capi di imputazione. Con il primo motivo ha dedotto vizio motivazionale lamentando la mancata riqualificazione del fatto sub capo 1 da furto in insolvenza fraudolenta, sostenendo in sostanza che la condotta non integrasse il delitto di furto; la Corte ha però rilevato che la censura riproponeva argomenti già esaminati e disattesi dai giudici di merito senza una specifica critica alle ragioni della decisione, e che il compendio probatorio era stato correttamente valorizzato in ordine alla sussumibilità del fatto nell'art. 624 c.p. Con il secondo motivo ha dedotto violazione di legge in relazione al capo 3, sostenendo che il relativo reato dovesse essere assorbito nel reato di cui al capo 2; la Corte ha ritenuto la doglianza manifestamente infondata, richiamando il principio per cui la rapina impropria concorre con le lesioni personali volontarie e che la violenza finalizzata alla rapina assorbe solo le percosse, non le lesioni.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo indeducibile perché meramente riproduttivo di censure già vagliate e privo di specifica critica alla motivazione di merito; ha ritenuto il secondo motivo manifestamente infondato perché contrario al dato normativo e alla giurisprudenza consolidata sul concorso tra rapina impropria e lesioni personali volontarie. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    La condotta contestata al capo 1 è stata ritenuta correttamente sussumibile nel delitto di furto, escludendo la richiesta riqualificazione in insolvenza fraudolenta.

  • art. 628 c.p.

    La decisione richiama, in via implicita, la rapina impropria quale reato concorrente con le lesioni personali volontarie.

  • art. 582 c.p.

    Le lesioni personali volontarie non si considerano assorbite dalla violenza utilizzata per la rapina impropria.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione non è ammissibile una censura meramente riproduttiva di doglianze già esaminate e disattese dai giudici di merito, se non accompagnata da una specifica confutazione delle ragioni poste a fondamento della decisione impugnata.
  • La richiesta di riqualificazione giuridica del fatto deve confrontarsi con la concreta motivazione della sentenza di merito e con il compendio probatorio valorizzato dal giudice di appello; in difetto, il motivo è indeducibile.
  • In tema di rapina impropria, la violenza posta in essere per la commissione del reato assorbe le percosse, ma non assorbe le lesioni personali volontarie, con conseguente configurabilità del concorso tra i due reati.
  • La deduzione di assorbimento tra reati è infondata quando contrasti con il consolidato orientamento di legittimità e con la distinzione strutturale tra la violenza costitutiva del fatto e l'evento lesivo ulteriore.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFurtoRapinaLesioni
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonioDelitti contro la persona

Testo integrale

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