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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22921/2022 del 21/07/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia riguarda la determinazione dell'indennità di espropriazione relativa ad alcune aree destinate alla realizzazione di un nuovo plesso scolastico. Il Comune, dopo avere avviato il procedimento ablatorio e dopo una prima offerta provvisoria di indennità, ha impugnato in giudizio la stima definitiva effettuata dal collegio tecnico, sostenendo che i terreni avessero natura agricola e non edificabile e che quindi la Corte territoriale avesse erroneamente valorizzato una potenzialità edificatoria collegata alla destinazione scolastica. Il Comune ha inoltre contestato il riconoscimento di un decremento di valore per la porzione residua del fondo, assumendo che non vi fosse prova di un effettivo danno da frazionamento. Le parti espropriate, costituendosi, hanno resistito e proposto ricorsi incidentali, deducendo tra l'altro l'improponibilità o inammissibilità dell'opposizione per tardività rispetto al termine di trenta giorni dal deposito della relazione di stima, l'erronea esclusione della stima del collegio tecnico e, in un ulteriore ricorso incidentale, l'asserita rinuncia tacita del Comune a fronte dell'adozione di un successivo decreto di esproprio con diversa quantificazione dell'indennità.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso principale del Comune. Ha ritenuto fondati i primi due motivi, affermando che la destinazione urbanistica ad edilizia scolastica integra un vincolo conformativo che rende i terreni non edificabili ai fini indennitari e che non può essere recuperata una vocazione edificatoria sulla base di ipotetiche realizzazioni da parte di privati o di modelli pubblico-privati. Ha quindi cassato l'ordinanza impugnata con rinvio alla Corte d'appello di Firenze in diversa composizione per un nuovo esame della determinazione dell'indennità. I ricorsi incidentali dei proprietari sono stati rigettati: è stata esclusa l'improponibilità dell'opposizione per il mancato decorso del termine dilatorio di trenta giorni, ed è stata respinta sia la censura sulla pretesa necessità di aderire alla stima del collegio tecnico sia quella sulla supposta rinuncia tacita del Comune. Il motivo sul decremento della porzione residua è stato ritenuto assorbito o inammissibile nei limiti indicati dalla Corte.

Norme richiamate

  • art. 32 d.P.R. n. 327/2001

    Per la determinazione dell'indennità occorre avere riguardo alle caratteristiche urbanistiche effettive del bene, senza considerare il vincolo espropriativo; la destinazione a edilizia scolastica, in quanto vincolo conformativo, rende l'area non edificabile.

  • art. 33 d.P.R. n. 327/2001

    È rilevante solo se vi sia un effettivo esproprio parziale con danno alla parte residua; nel caso concreto la relativa censura è stata superata dall'accoglimento dei primi motivi o dichiarata inammissibile nei limiti esposti.

  • art. 37 d.P.R. n. 327/2001

    L'indennità va determinata secondo i criteri legali applicabili alla reale natura del bene; non può essere riconosciuta edificabilità quando il terreno è assoggettato a vincolo conformativo per edilizia scolastica.

  • art. 27, comma 2, d.P.R. n. 327/2001

    Il termine di trenta giorni dalla comunicazione del deposito della relazione di stima è dilatorio, non perentorio; l'opposizione proposta prima della sua scadenza non è improponibile.

  • art. 54 d.P.R. n. 327/2001

    Il termine per proporre l'opposizione decorre dalla notificazione del decreto di esproprio o della stima, ed è distinto dal termine dilatorio di cui all'art. 27, comma 2.

  • artt. 370 e 371 c.p.c.

    Ai fini della tempestività del controricorso/ricorso incidentale rileva il momento di perfezionamento della notificazione, non la mera spedizione.

  • art. 112 c.p.c.

    Le censure di omessa pronuncia sono state esaminate e respinte ove riferite al termine dilatorio e alle questioni di inammissibilità.

  • artt. 99 e 100 c.p.c.

    La sopravvenuta adozione di un nuovo decreto di esproprio non determina di per sé carenza di interesse o rinuncia tacita al giudizio.

  • art. 3 Cost.

    Richiamato nel motivo principale per sostenere la corretta distinzione tra aree edificabili e non edificabili, non eliminata dalla giurisprudenza costituzionale invocata dalle controparti.

Massime di principio

  • Ai fini dell'indennità di espropriazione, la destinazione urbanistica a edilizia scolastica, quando inserita nella pianificazione generale come servizio pubblicistico, integra un vincolo conformativo e rende il bene non edificabile.
  • La possibilità teorica di realizzare l'opera tramite iniziativa privata o in forma mista pubblico-privata non trasforma in edificabile un'area destinata a un servizio scolastico, se la destinazione resta funzionalmente pubblica.
  • Nella stima espropriativa non può coesistere, per il medesimo bene, una qualificazione contemporaneamente edificabile e non edificabile: la valutazione va compiuta secondo la natura urbanistica effettiva del terreno e i criteri legali vigenti.
  • Il termine di trenta giorni dalla comunicazione del deposito della relazione di stima ha funzione dilatoria e non perentoria; l'espropriato può proporre opposizione anche prima della sua scadenza senza che ciò comporti improponibilità.
  • Il giudice dell'opposizione alla stima non è vincolato alla valutazione del collegio tecnico o alla stima amministrativa sopravvenuta: deve determinare l'indennità secondo i parametri normativi e le prove acquisite nel giudizio.
  • La modifica successiva del decreto di esproprio o della quantificazione dell'indennità non implica automaticamente rinuncia tacita all'impugnazione né fa venir meno l'interesse a coltivare la domanda.
  • La censura sul danno alla porzione residua richiede una specifica allegazione e prova del nesso funzionale e del pregiudizio subito dal bene residuo; in difetto, la relativa voce non può essere riconosciuta.

Come è indicizzato

MaterieEspropriazione forzataCompetenzaProveImpugnazioniContratto preliminare
RamiEsecuzioniProcesso civileImmobiliare
IstitutiOnere della prova

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