Cassazione Penale, Sentenza n. 12098/2026 del 31/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza della Corte di appello di Brescia che aveva autorizzato l'estradizione richiesta dalla Svizzera limitatamente ai reati di cessione di stupefacenti e vendita illecita di medicinali, rigettando la richiesta per detenzione per uso personale e per soggiorno illegale. Il ricorrente deduceva carenza di adeguata motivazione in ordine alla sussistenza della duplice incriminazione con riferimento a una condanna ancora da eseguirsi (sentenza del Tribunale di Winterthur del 22/10/2014) e censurava la determinazione del quantum complessivo della pena espianda operata dalla Corte di appello.
La decisione
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Brescia. Ha ritenuto non contestati i presupposti dell'estradizione rispetto ai reati di cessione di stupefacenti e spaccio illecito di medicinali (sussistente la duplice incriminazione), e condiviso il rigetto per detenzione per uso personale e per soggiorno illegale, ma ha rilevato che la Corte di appello ha illegittimamente proceduto a rideterminare la pena eseguibile, attività che esula dai suoi poteri ed è riservata allo Stato richiedente; per tale vizio ha disposto l'annullamento con rinvio.
Norme richiamate
Art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Riconosciuto come norma italiana equivalente al reato svizzero di cessione di sostanze stupefacenti ai fini della verifica della duplice incriminazione
Art. 348 cod. pen.
Illecita vendita di medicinali è stata ricondotta all'alveo dell'esercizio abusivo della professione (art. 348 c.p.), ritenuta sufficiente per la corrispondenza penale con la fattispecie svizzera
Art. 10-bis d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286
La norma italiana punisce il soggiorno illegale con sanzione pecuniaria; la Corte ha ritenuto che tale differenza rispetto alla sanzione prevista nello Stato richiedente (che prevede pena detentiva/alternativa) osti alla estradizione per quel fatto
Legge federale svizzera sugli stupefacenti (art. 19)
Norma svizzera che punisce la cessione di stupefacenti; la Corte ha ritenuto sussistente la corrispondenza con l'art. 73 DPR 309/1990 per la duplice incriminazione
Legge federale svizzera sui medicamenti (art. 86)
Norma svizzera che sanziona lo spaccio illecito di medicinali; la Corte l'ha ritenuta riconducibile alla fattispecie italiana (art. 348 c.p.) per la verifica della duplice incriminazione
Principio relativo alla determinazione della pena eseguibile dallo Stato richiedente
La Corte ha affermato il principio per cui la determinazione della pena eseguibile è prerogativa dello Stato richiedente e non può essere conformata o ricalcolata dal giudice dello Stato richiesto nell'ambito del giudizio di estradizione
Massime di principio
- La verifica di duplice incriminazione deve essere fatta capo per capo: se la fattispecie straniera non ha corrispondenza in Italia (es. detenzione per uso personale non punita), l'estradizione per quel fatto va negata
- Differenze nella natura della sanzione (pena detentiva vs sanzione pecuniaria) possono impedire l'estradizione quando l'elemento essenziale della fattispecie è difforme tra ordinamenti
- Il giudice dello Stato richiesto all'esame di una domanda di estradizione è limitato a verificare i presupposti e le eventuali condizioni ostative; non può riformare o ricalcolare il titolo esecutivo straniero in luogo delle autorità dello Stato richiedente
- Se il giudice nazionale oltrepassa i propri poteri (ad es. rideterminando la pena eseguibile), la decisione può essere annullata dalla Corte di legittimità e rimessa per nuovo giudizio
- Nelle controversie di estradizione è fondamentale documentare in modo chiaro e motivato la corrispondenza normativa e le modalità di esecuzione della pena presso lo Stato richiedente per evitare rilievi sulla competenza e sulla determinazione della pena eseguibile
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