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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49795/2023 del 14/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Cicciari è stato ritenuto responsabile, in concorso con Ben Ameur Hedi (gestore di patronato), del reato di favoreggiamento della permanenza sul territorio nazionale di cittadini extracomunitari (art. 110 c.p. e art. 12, comma 5, d.lgs. n. 286/1998). In particolare avrebbe richiesto l'emersione di 44 lavoratori, fittiziamente assunto sei stranieri con contratti inesistenti e dichiarato falsamente domicili a lui riferibili per permettere il rilascio di permessi di soggiorno. Il ricorso in cassazione deduceva: (1) l'insussistenza del dolo specifico richiesto dall'art. 12, comma 5 (il profitto era modesto e non plausibile per un imprenditore con elevato fatturato); (2) vizio di motivazione e contraddittorietà nella valutazione delle attenuanti generiche e della concessione della sospensione condizionale della pena.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la condanna pronunciata in appello (pena di anni 1 e mesi 8 di reclusione e multa di euro 6.000) ritenendo corretta la ricostruzione dei fatti e la valutazione probatoria che ha evidenziato la fittizietà delle assunzioni, la presentazione di false domande e la consapevolezza del Cicciari del contributo fornito all'illecito. La Corte ha richiamato il principio secondo cui, nel concorso di persone, non è necessario che il dolo specifico sia comune a tutti i concorrenti: è sufficiente che almeno un concorrente agisca con l'intento di trarre profitto e gli altri siano consapevoli di tale intenzione. Ha inoltre ritenuto legittimo il rigetto delle attenuanti generiche in considerazione dei precedenti e della gravità della condotta (tra l'altro l'inoltro di 43 domande di regolarizzazione), e ha chiarito che non vi è contrasto tra il diniego delle attenuanti e la concessione della sospensione condizionale della pena, trattandosi di istituti con presupposti diversi. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 110

    Disciplina il concorso di persone nel reato. La Corte ha applicato il principio per cui, anche nei reati a dolo specifico, è sufficiente che almeno uno dei concorrenti persegua la finalità richiesta dalla norma e che gli altri siano consapevoli di tale finalità per integrare il concorso.

  • D.lgs. n. 286/1998, art. 12 comma 5

    Prevede il delitto per chi favorisce la permanenza di cittadini extracomunitari al fine di trarre un ingiusto profitto. La Corte ha ribadito che l'elemento soggettivo è il dolo specifico del profitto ingiusto, che può essere ricondotto anche alla consapevolezza del contributo fornito dal concorrente alla realizzazione dell'illecito da parte di un altro soggetto.

  • Codice penale, art. 62-bis

    Norma richiamata nella motivazione in tema di attenuanti generiche e valutazione della personalità del reo; la Corte ha spiegato che l'applicazione delle attenuanti richiede elementi positivi di meritevolezza e che il loro diniego è legittimo se adeguatamente motivato.

  • Codice penale, art. 133

    Elenca gli elementi che il giudice può considerare ai fini del riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte ha osservato che il giudice può basare il suo apprezzamento anche su un solo elemento ritenuto prevalente, purché la motivazione sia logica e adeguata.

Massime di principio

  • Nel reato a dolo specifico (es. art. 12, comma 5, d.lgs. 286/1998) il dolo di trarre un ingiusto profitto può risiedere anche in un solo concorrente; gli altri rispondono se erano consapevoli che un coautore agisse con tale finalità.
  • La prova della consapevolezza può emergere da elementi indiziari concordanti: documentazione falsa, contratti inesistenti, dichiarazioni della parte civile o di terzi, intercettazioni e comportamenti tenuti al momento dei controlli (es. richieste di reperire lavoratori assenti).
  • In presenza di una "doppia conforme" (decisione di primo grado e di appello che si integrano), la motivazione congiunta può essere considerata un corpo unitario; il giudice di appello non è tenuto a riesaminare analiticamente ogni singolo elemento se la valutazione globale è logicamente esposta.
  • Il diniego delle attenuanti generiche richiede una motivazione in termini di assenza di elementi positivi di meritevolezza; non si tratta di un diritto automatico in assenza di precedenti, e il giudice può fondare il rigetto anche su un singolo elemento ritenuto prevalente.
  • La concessione della sospensione condizionale della pena ha presupposti e finalità diverse rispetto al riconoscimento delle attenuanti generiche; l'accoglimento dell'una e il diniego dell'altra non sono necessariamente incompatibili.

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