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Ordinanza

Ordinanza n. 482/2026 - Palermo, Sezione 2

per la declaratoria di illegittimità - del silenzio e del conseguente obbligo del Comune di Ribera di provvedere in ordine all'istanza avanzata dagli odierni ricorrenti con atto extragiudiziario di diffida e costituzione in mora notificato il 23.12.2021, volta alla conclusione del procedimento finalizzato a porre in essere gli atti necessari a dotare gli appezzamenti di terreno, insistenti nelle particelle nn. 3577, 3575, 206, 220, 356, 2788, 1188, 4142, 1238, 1239, 1240, al foglio di mappa n. 21, di apposita disciplina pianificatoria, attribuendo loro una nuova normazione urbanistica e, così, integrando la lacuna determinatasi negli strumenti urbanistici comunali;

Giustizia amministrativa202200877

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIOrdinanzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio del Comune di Ribera sull’istanza volta all’attribuzione di una nuova destinazione urbanistica ai terreni di proprietà dei ricorrenti

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il giudizio trae origine dall’accertamento, con sentenza n. 3035 del 28 ottobre 2022, dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Ribera sull’istanza presentata dai proprietari per ottenere la conclusione del procedimento diretto a colmare la lacuna pianificatoria derivante dalla decadenza di precedenti vincoli espropriativi. La sentenza aveva imposto al Comune di adottare una determinazione espressa entro novanta giorni. A seguito della rinuncia del commissario originariamente nominato, il TAR ha nominato un nuovo commissario ad acta e ne ha successivamente prorogato il termine. Con nota del 23 gennaio 2026, il commissario ha chiesto un’ulteriore proroga di novanta giorni, riferendo di essersi insediato presso il Comune, di avere predisposto una proposta di variante condivisa dai ricorrenti, di avere acquisito la documentazione progettuale e di averla trasmessa per la verifica di assoggettabilità a VAS. Ha inoltre riferito che il progetto è stato dichiarato non assoggettabile a VAS, che sono stati acquisiti gli ulteriori pareri e che si è svolta la conferenza di pianificazione.

La decisione

Il TAR ha accolto l’istanza del commissario ad acta e ha prorogato di novanta giorni, decorrenti dalla comunicazione dell’ordinanza, il termine per l’adempimento delle funzioni commissariali. La proroga è stata ritenuta necessaria in considerazione dell’attività concretamente svolta: predisposizione e condivisione della proposta di variante, verifica di assoggettabilità a VAS conclusasi con l’esclusione della sottoposizione a VAS, acquisizione dei pareri degli enti interessati e svolgimento della conferenza di pianificazione. L’ordinanza non ridefinisce il contenuto dell’obbligo conformativo già stabilito dalla sentenza né decide nuovamente sull’illegittimità del silenzio; interviene esclusivamente sulla prosecuzione dell’incarico commissariale.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza o nella fase di esecuzione di una pronuncia che impone all’amministrazione di provvedere, il termine assegnato al commissario ad acta può essere prorogato quando l’attività esecutiva risulti effettivamente avviata e la conclusione richieda ulteriori adempimenti tecnici, acquisizioni di pareri o passaggi procedimentali di pianificazione.
  • La proroga delle funzioni del commissario ad acta deve essere valutata alla luce dello stato concreto dell’attività esecutiva e può essere concessa per il tempo ritenuto necessario a completare gli adempimenti ancora pendenti.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPiani regolatori e varianti
RamiProcesso amministrativoUrbanistica e governo del territorio
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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