Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 5052/2026 - Roma, Sezione 1

per l'annullamento - del silenzio e/o del diniego di fatto conseguente all’impossibilità per il ricorrente di ottenere un appuntamento per la presentazione della domanda di visto presso l’Ambasciata d’Italia a Islamabad nonché di ogni atto presupposto, connesso e conseguente; e per l’accertamento e la declaratoria dell’obbligo dell’amministrazione resistente di fissare, in tempi congrui, un appuntamento per la presentazione della domanda di visto del ricorrente

Giustizia amministrativa202511768

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. ISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio e/o diniego di fatto conseguente all’impossibilità di ottenere un appuntamento presso l’Ambasciata d’Italia ad Islamabad per presentare la domanda di visto per motivi di studio

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione consolare)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell’art. 117 c.p.a. contro il silenzio formatosi sull’istanza volta all’attivazione del procedimento per il rilascio di un visto d’ingresso in Italia per motivi di studio. Ha chiesto l’annullamento del silenzio o del diniego di fatto derivante dall’impossibilità di ottenere un appuntamento presso l’Ambasciata italiana a Islamabad e l’accertamento dell’obbligo dell’amministrazione di fissare l’appuntamento in tempi congrui. Nel corso del giudizio, la sede diplomatica ha comunicato che la pratica relativa all’ammissione della ricorrente risultava ancora “in sospeso” sul portale Universitaly e che, pertanto, non era ancora possibile fissare l’appuntamento. La ricorrente non ha contestato tale circostanza in punto di fatto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Secondo il Collegio, la pendenza della pratica di ammissione allo studio impedisce, allo stato, la fissazione dell’appuntamento e comunque esclude la possibilità di rilascio del visto in assenza dell’ammissione presso un’istituzione situata in Italia. È quindi venuto meno l’interesse concreto e attuale alla decisione sulla domanda proposta contro il silenzio. Le spese di lite sono state compensate tra le parti per la presenza di giusti motivi.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base processuale del ricorso avverso il silenzio dell’amministrazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamata quale base per l’oscuramento delle generalità della ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, il ricorso è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del processo, emerga una circostanza non contestata che impedisce allo stato l’attivazione del procedimento richiesto e rende comunque non conseguibile il risultato sostanziale perseguito dal ricorrente.
  • L’interesse alla decisione sull’obbligo dell’amministrazione di fissare un appuntamento per la presentazione di una domanda di visto viene meno quando il presupposto necessario per il rilascio del visto, quale l’ammissione allo studio presso un’istituzione nazionale, non risulti ancora perfezionato.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.