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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34623/2025 del 23/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ricorreva per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna pronunciata in primo grado per furto aggravato. Il fatto contestato consisteva nell'aver innestato abusivamente nella rete idrica comunale un tubo flessibile che alimentava la pizzeria gestita dall'imputato, sottraendo un quantitativo non determinato di acqua potabile destinata a pubblico servizio, con aggravante ex art. 625 n. 7 c.p. Con l'unico motivo la difesa denunciava violazione di legge e vizi di motivazione, lamentando il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; sosteneva che il danno effettivo fosse inferiore a quello valutato dai giudici di merito e che la motivazione della Corte territoriale fosse incompleta o non correttamente fondata su alcuni elementi fattuali, in particolare sull'uso del lucchetto e sulla durata dell'allaccio abusivo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le censure mirassero a ottenere una diversa valutazione del compendio probatorio e una rivalutazione del merito, operazioni precluse al giudice di legittimità. Ha rilevato che il ricorrente non si era confrontato in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata, la quale aveva escluso la particolare tenuità del fatto valorizzando la durata della condotta, l'uso esclusivo dell'acqua sottratta da parte dell'imputato, il calcolo del danno effettuato dallo stesso difensore e la modalità occulta dell'allaccio abusivo. Conseguentemente, oltre alla condanna alle spese processuali, è stata disposta la condanna al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    Norma richiamata come base del reato di furto contestato per la sottrazione di acqua potabile mediante allaccio abusivo.

  • art. 625 n. 7 c.p.

    Aggravante del furto riferita alla cosa destinata a pubblico servizio.

  • art. 131-bis c.p.

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ritenuta non applicabile in concreto dai giudici di merito e la cui esclusione è stata confermata in cassazione per genericità/infondatezza delle censure.

  • art. 616 c.p.p.

    Base per la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Il giudice di legittimità non può essere sollecitato a compiere una nuova e diversa valutazione del materiale probatorio, poiché la rilettura degli elementi di fatto è riservata al giudice di merito.
  • Il motivo di ricorso è inammissibile quando, sotto l'apparenza della violazione di legge o del vizio motivazionale, mira in realtà a ottenere una rivalutazione del merito e non si confronta in modo specifico con l'iter logico-giuridico della decisione impugnata.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere esclusa valorizzando elementi concreti quali la durata della condotta, la modalità occulta dell'azione, l'entità del danno e l'intensità dell'offesa; tali apprezzamenti, se congruamente motivati, non sono sindacabili in cassazione come se fossero un nuovo giudizio di merito.

Come è indicizzato

MaterieFurtoCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fattoOnere della prova

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