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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41418/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che ha dichiarato inammissibile la richiesta di ricusazione proposta dall'avvocato Mercurelli nell'interesse di Giovanni Grumo nei confronti del dott. Filippo Steidl. La ricusazione era fondata sul fatto che il magistrato sarebbe stato chiamato a pronunciarsi nuovamente sulle medesime questioni di diritto relative all'inutilizzabilità delle prove già risolte con precedente provvedimento del 17/12/2024, e sull'illegittimità della decisione adottata de plano senza instaurare il contraddittorio. In secondo luogo si contestava che la Corte d'appello aveva illegittimamente deciso la questione di legittimità costituzionale sollevata dal ricorrente e aveva applicato erroneamente la sentenza della Corte costituzionale n. 91/2023.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto manifestamente infondata la doglianza: l'art. 41, comma 1, cod. proc. pen. consente la decisione de plano sulla manifesta infondatezza della domanda di ricusazione, senza contraddittorio. Sul secondo motivo ha ritenuto manifestamente infondata la censura relativa alla valutazione sulla questione costituzionale, confermando l'utilizzo della sentenza della Corte costituzionale n. 91/2023, che aveva già dichiarato non fondate le questioni di legittimità sollevate in rapporto agli artt. 3 e 111 della Costituzione e che ha affermato la diversità di cognizione fra giudice cautelare e giudice della cognizione. La Corte ha ribadito il carattere tassativo delle norme sulla ricusazione e il principio per cui non sussiste incompatibilità quando un magistrato della fase cautelare debba riesaminare la stessa questione di diritto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 41 cod. proc. pen.

    Consente al collegio di dichiarare de plano la manifesta infondatezza della istanza di ricusazione senza instaurare il contraddittorio, poiché impone che il collegio provveda "senza ritardo"

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Non richiamato per la decisione de plano sull'inammissibilità della ricusazione; le forme dell'art. 127 non sono richieste per la declaratoria di manifesta infondatezza ex art. 41 comma 1

  • art. 623 cod. proc. pen.

    comma 1, lettere a), b), c), d)

    Differenzia l'effetto dell'annullamento in relazione alla tipologia del provvedimento (sentenza vs ordinanza): se la Cassazione annulla un'ordinanza, gli atti sono rimessi al medesimo giudice che l'ha pronunciata (lett. a), senza prescrivere che la persona fisica sia diversa

  • art. 37 cod. proc. pen.

    L'esternazione del convincimento del giudice integra causa di ricusazione solo se manifestata senza alcuna necessità funzionale e fuori da ogni collegamento con l'esercizio delle funzioni nella specifica fase procedimentale

  • Sentenza Corte costituzionale

    Ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale relative agli artt. 34, comma 1, e 623, comma 1, lett. a), censure mosse in riferimento agli artt. 3 e 111 Cost.; afferma la differenza di funzioni e di valutazione fra giudice cautelare e giudice della cognizione, principio richiamato per escludere l'incompatibilità

  • Principio giurisprudenziale della Corte di cassazione

    varie pronunce (es. Sez. 4, n. 5254/2024; Sez. 1, n. 17038/2022)

    La giurisprudenza della Cassazione è richiamata per precisare che le norme sulla ricusazione vanno interpretate letteralmente e che non sussiste incompatibilità solo perché il giudice cautelare deve riesaminare la stessa questione di diritto in sede cautelare o in sede di rinvio

Massime di principio

  • La dichiarazione di manifesta infondatezza della ricusazione può essere pronunciata de plano ai sensi dell'art. 41, comma 1, cod. proc. pen., senza contraddittorio, se il motivo è palesemente infondato
  • Le norme sulla ricusazione sono tassative e vanno interpretate letteralmente; non si possono estendere analogicamente i casi di incompatibilità
  • Per costituire causa di ricusazione l'esternazione del convincimento del giudice deve essere priva di necessità funzionale e scollegata dall'esercizio delle funzioni nella specifica fase procedimentale
  • La mera coincidenza sulla soluzione di una questione giuridica già decisa in fase cautelare non determina di per sé incompatibilità del magistrato chiamato a riesaminare la medesima questione
  • Quando è sollevata una questione di legittimità costituzionale, il giudice incidentalmente chiamato a valutarla deve limitarsi, preliminarmente, a verificare la manifesta infondatezza della questione; può legittimamente appellarsi a precedenti della Corte costituzionale
  • In caso di annullamento di una ordinanza da parte della Cassazione, l'art. 623, lett. a), prevede la possibilità che il medesimo giudice si occupi del rinvio, salvo diversa previsione legale
  • Le impugnative manifestamente inammissibili possono comportare condanna alle spese e sanzioni economiche (es. contributo alla Cassa delle ammende)

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