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Ordinanza

Ordinanza n. 4087/2026 - Napoli, Sezione 9

per l'annullamento a – della Delibera della Giunta Regionale della Campania n. 800 del 29.12.2023, pubblicata in BURC n. 1 del 2.01.2024 e dei relativi allegati, in particolare negli allegati 2.5, 2.2 e 2.4, nella parte in cui è stato assegnato alla CE.DI.SA. SRL, rispettivamente per l’anno 2023, il tetto di spesa di € 720.540,00 (al netto) per la RADIOLOGIA DIAGNOSTICA; per l’anno 2023, il tetto di spesa di € 167.034,00 (al netto) per la BRANCHE A VISITA per l’anno 2023, il tetto di spesa di € 156.136,00 (al netto) per la MEDICINA NUCLEARE (all.ti da A a A.3) b – ove occorra, dei provvedimenti dell’Asl Salerno di contenuto ed estremi sconosciuti, di riscontro alle richieste della Regione Campania prot. n. 149590 del 20.03.2023 e prot. 453358 del 25.09.2023; c - della Delibera della Giunta della Regione Campania n. 215 del 4.05.2022, pubblicata in BURC n. 43 del 9.05.2022 e dei relativi allegati, in particolare: dell’allegato 2.5 nella parte in cui è stato assegnato alla Società CEDISA Srl, per l’anno 2022, il tetto di spesa di € 720.540,00 (al netto) per Radiologia Diagnostica; dell’allegato 2.4 nella parte in cui è stato assegnato alla Società CEDISA Srl, per l’anno 2022, il tetto di spesa di € 156.136,00 (al netto) per Medicina Nucleare; dell’allegato 2.2 nella parte in cui è stato assegnato alla Società CEDISA Srl, per l’anno 2022, il tetto di spesa di € 145.032,00 (al netto) per Branche a visita; d – del D.D. n. 174 del 5.05.2022, pubblicato in BURC n. 43 del 9.05.2022, nella parte in cui, per le annualità 2019, 2020 e 2021 sono stati erroneamente determinati i fatturati della Società CE.DI.SA. per le prestazioni di Radiologia Diagnostica, Medicina Nucleare e Branche a visita; e – ove per quanto occorra, della Delibera della Giunta della Regione Campania n. 599 del 28.12.2021, pubblicata in BURC n. 1 del 3.01.2022; f - di tutti gli atti istruttori e tecnici non conosciuti, a fondamento del decreto sub b); g – ove e per quanto occorra, della Delibera di GRC n. 354/2021; h – della Delibera della Giunta della Regione Campania n. 309 del 21.06.2022, pubblicata in BURC n. 59 del 4.07.2022, nella parte in cui sono stati approvati gli schemi di contratto; i – Delibera n. 189 del 02.02.2024 del Direttore Generale dell’Asl Salerno avente ad “Oggetto: PRESA D'ATTO DELLA DGRC 800 DEL 29/12/2023 "ASSEGNAZIONE DEIVOLUMI MASSIMI DI PRESTAZIONI E DEI CORRELATI LIMITI DI SPESA ALLESTRUTTURE SANITARIE PRIVATE ACCREDITATE PER L'ASSISTENZASPECIALISTICA AMBULATORIALE PER L'ESERCIZIO 2023 E IN VIA PROVVISORIAPER L'ESERCIZIO 2024" (all. B). l - di tutti gli atti presupposti, collegati, connessi e consequenziali.

Giustizia amministrativa202403459

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IXOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: assegnazione dei volumi massimi di prestazioni e dei correlati tetti di spesa per gli esercizi 2022 e 2023, nonché atti presupposti e consequenziali

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società ricorrente ha impugnato le deliberazioni regionali di assegnazione dei budget e dei tetti di spesa per Radiologia diagnostica, Branche a visita e Medicina nucleare, gli atti dell'ASL e i provvedimenti presupposti, deducendo l'erronea determinazione dei fatturati storici relativi alle annualità 2019, 2020 e 2021 e, conseguentemente, l'illegittima quantificazione dei volumi e dei limiti di spesa assegnati. Dal testo dell'ordinanza non risultano esposti in dettaglio gli specifici motivi di violazione di legge o di eccesso di potere. Il giudizio riguarda inoltre la questione generale della legittimità delle clausole di salvaguardia inserite nei contratti di assegnazione dei budget alle strutture private accreditate, questione oggetto di rimessione all'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato per contrasto giurisprudenziale.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito del ricorso. Ha rilevato che la questione sulla legittimità delle clausole di salvaguardia nei contratti di assegnazione dei budget è stata rimessa all'Adunanza plenaria ai sensi dell'art. 99, comma 2, c.p.a., e ha richiamato il principio secondo cui la sospensione impropria in senso lato può costituire sospensione necessaria ex art. 295 c.p.c. quando la decisione esterna abbia carattere pregiudiziale, ferma la possibilità di soddisfare le esigenze di economia processuale anche mediante rinvio dell'udienza o cancellazione dal ruolo nei rispettivi presupposti. In concreto, il Collegio ha disposto l'integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti gli altri centri della specifica branca di pertinenza della ricorrente, individuabili dagli atti dell'ASL e da quelli depositati in giudizio. L'amministrazione dovrà comunicare gli indirizzi PEC dei controinteressati entro dieci giorni dalla comunicazione dell'ordinanza; la ricorrente dovrà notificare individualmente il ricorso e l'ordinanza entro trenta giorni dalla comunicazione dell'elenco e depositare le prove delle notifiche entro i successivi quindici giorni dal perfezionamento dell'ultima notifica. La trattazione del merito è stata rinviata all'udienza pubblica del 9 febbraio 2027.

Norme richiamate

  • art. 99, comma 2, c.p.a.

    "Il Presidente del Consiglio di Stato ... ha chiesto all’Adunanza plenaria di pronunciarsi"

    La disposizione è richiamata quale base della rimessione all'Adunanza plenaria della questione sulla legittimità delle clausole di salvaguardia nei contratti di assegnazione dei budget.

  • art. 295 c.p.c.

    "costituisce ... una sospensione necessaria ai sensi dell’art. 295 c.p.c."

    La sospensione impropria in senso lato può essere qualificata come sospensione necessaria quando la soluzione della questione rimessa abbia carattere pregiudiziale anche nel giudizio pendente.

  • art. 296 c.p.c.

    "anche a mezzo del rinvio dell’udienza ... o della cancellazione della causa dal ruolo"

    Le esigenze di economia processuale e di ragionevole durata possono essere perseguite anche mediante rinvio dell'udienza o cancellazione dal ruolo, nel rispetto dei presupposti normativi.

  • art. 41, comma 2, c.p.a.

    "Vista la notifica al controinteressato ai sensi dell’art. 41 comma 2 c.p.a."

    La notifica già effettuata a un controinteressato non è stata ritenuta sufficiente, rendendosi necessaria l'integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri centri interessati.

Massime di principio

  • Quando una questione rimessa all'Adunanza plenaria ha carattere pregiudiziale anche rispetto a un diverso giudizio pendente, la sospensione impropria in senso lato può integrare una sospensione necessaria ai sensi dell'art. 295 c.p.c., in ragione del valore conformativo della pronuncia plenaria.
  • Le esigenze di economia processuale e di ragionevole durata del processo, connesse alla pendenza di una questione pregiudiziale davanti all'Adunanza plenaria, possono essere perseguite anche mediante il rinvio dell'udienza a data fissa o, nei casi consentiti, mediante cancellazione della causa dal ruolo.
  • Nel giudizio contro atti di determinazione dei budget sanitari che incidono sulla posizione comparativa di una pluralità di strutture accreditate, il contraddittorio deve essere integrato nei confronti di tutti i centri potenzialmente controinteressati della specifica branca di riferimento, non essendo sufficiente la notifica a un solo controinteressato.

Come è indicizzato

MaterieAccreditamento e convenzionamentoIstruttoria processuale
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiTutela del terzoPrincipio di diritto dell'Adunanza plenaria

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