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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28781/2021 del 19/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

L27Amministrazione finanziaria aveva emesso un avviso di accertamento per imposte dirette, IRAP e IVA relative all27anno d27imposta 2003 nei confronti di una societe0 che, secondo l27Ufficio, aveva utilizzato ed emesso fatture per operazioni soggettivamente inesistenti in relazione all27acquisto e alla successiva rivendita di partite di aglio importate dall27estero. L27operazione era stata ricostruita come un meccanismo fraudolento con interposizione fittizia della societe0 contribuente, qualificata come cartiera, con indebita deduzione dei costi e detrazione dell27IVA. La CTR, in sede di rinvio, aveva tuttavia respinto l27appello dell27Agenzia, dando rilievo decisivo alla sentenza penale di assoluzione del socio accomandatario, ritenendo che non vi fossero operazioni inesistenti o frodi carosello e che gli obblighi IVA fossero stati assolti. Con il ricorso per cassazione l27Agenzia ha dedotto, da un lato, la nullite0 della sentenza per motivazione apparente e per violazione dell27art. 36 d.lgs. n. 546/1992; dall27altro, la violazione dell27art. 654 c.p.p., dell27art. 19 d.P.R. n. 633/1972 e dell27art. 39 d.P.R. n. 600/1973, sostenendo che la CTR aveva recepito acriticamente le conclusioni del giudice penale senza verificare autonomamente gli elementi indiziari sulla fittiziete0 delle operazioni e senza accertare la buona fede o l27estraneite0 della contribuente alla frode.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il motivo di ricorso. Ha affermato che, nel contenzioso tributario, la sentenza penale irrevocabile non ha efficacia automatica di giudicato e costituisce soltanto un elemento di prova liberamente valutabile insieme agli altri elementi istruttori; il giudice tributario non puf2 limitarsi a richiamare l27assoluzione penale, ma deve motivare il proprio autonomo apprezzamento del materiale probatorio. Nel caso concreto, la CTR aveva aderito in modo acritico alla sentenza penale, pur in presenza di indizi ritenuti dall27Ufficio idonei a dimostrare operazioni soggettivamente inesistenti, senza spiegare perche9 quelle conclusioni dovessero valere anche in sede tributaria e senza verificare l27assolvimento dell27onere probatorio gravante sulle parti. La Corte ha quindi accolto il ricorso dell27Agenzia, cassato la sentenza impugnata e rinviato alla CTR della Lombardia, in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    richiamato come parametro del vizio di nullite0 della sentenza per motivazione apparente

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    richiamato come parametro della dedotta violazione di legge

  • art. 36 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    la motivazione della sentenza tributaria deve essere effettiva e non solo apparente

  • art. 654 c.p.p.

    la sentenza penale irrevocabile non spiega automatica efficacia vincolante nel giudizio tributario

  • art. 19 d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

    norma evocata in tema di detraibilite0 dell27IVA

  • art. 39 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

    norma evocata in tema di accertamento delle imposte dirette

  • art. 7, comma 4, d.lgs. n. 546 del 1992

    nel processo tributario vigono limiti specifici di prova, ma sono ammissibili anche presunzioni semplici

  • art. 116 c.p.c.

    il giudice tributario deve valutare autonomamente la prova e non recepire acriticamente le risultanze penali

  • art. 8, commi 1 e 3, d.l. 2 marzo 2012, n. 16, conv. con modif. nella l. 26 aprile 2012, n. 44

    richiamato come ius superveniens retroattivo in tema di deducibilite0 dei costi

  • d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917

    evocato per i requisiti di effettivite0, inerenza, competenza, certezza, determinatezza o determinabilite0 dei costi

Massime di principio

  • Nel processo tributario la sentenza penale irrevocabile di assoluzione o condanna non ha efficacia automatica di giudicato, ma costituisce un semplice elemento di prova liberamente valutabile insieme agli altri elementi acquisiti.
  • Il giudice tributario non puf2 limitarsi a recepire acriticamente l27esito del giudizio penale: deve svolgere un autonomo apprezzamento del quadro probatorio e motivare perche9, nel caso concreto, le conclusioni del giudice penale siano rilevanti anche ai fini fiscali.
  • In presenza di operazioni soggettivamente inesistenti, l27Amministrazione deve offrire elementi indiziari sulla fittiziete0 del fornitore/cartiera e sulla consapevolezza del contribuente della frode; il contribuente deve provare la propria buona fede e l27adozione della massima diligenza esigibile.
  • La regolarite0 formale della contabilite0, dei pagamenti o l27assenza di vantaggi economici nella rivendita non bastano, da soli, a dimostrare l27estraneite0 del contribuente alla frode.
  • La circostanza che la societe0 fittiziamente interposta abbia assolto gli obblighi IVA non e8 di per se9 decisiva per escludere la detraibilite0 dell27IVA o la deducibilite0 dei costi, dovendosi sempre verificare la reale struttura dell27operazione e l27onere probatorio delle parti.
  • I costi relativi a operazioni soggettivamente inesistenti possono essere deducibili nei limiti indicati dallo ius superveniens, purche9 non siano costi direttamente utilizzati per commettere il reato e rispettino i requisiti civilistico-fiscali di effettivite0 e inerenza.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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