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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49703/2022 del 30/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso deduceva vizio di violazione di legge: la condanna per violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale per l'inosservanza del dovere di "vivere onestamente" e di "rispettare le leggi" sarebbe insussistente, atteso il principio affermato dalle Sezioni Unite (sent. n. 40076/2017) e dalla Corte costituzionale (sent. n. 25/2019) secondo cui l'inosservanza di prescrizioni generiche non integra il reato previsto dall'art. 75, comma 2, D.Lgs. n.159/2011; perciò si chiedeva la pronuncia di insussistenza del fatto ai sensi dell'art. 129 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato che, pur condividendo i principi di diritto citati (Sezioni Unite 40076/2017 e Corte costituzionale 25/2019), nel caso concreto la violazione contestata non riguardava prescrizioni generiche ma il divieto specifico di permanenza nel Comune di Albignasego; pertanto il principio invocato non trovava applicazione. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Va ricordato che la sentenza d'appello aveva confermato la condanna originaria (Tribunale di Verona, 29/03/2013) per furto e per violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale, con pena di 1 anno e 10 mesi di reclusione e multa di euro 600,00

Norme richiamate

  • art. 75, comma 2, D. Lgs. n. 159 del 2011

    prevedeva la sanzione penale per la violazione degli obblighi e delle prescrizioni inerenti la misura della sorveglianza speciale con obbligo o divieto di soggiorno

    La disciplina è stata interpretata in modo restrittivo: la sola inosservanza di prescrizioni generiche quali "vivere onestamente" o "rispettare le leggi" non integra il reato; rilevano invece le prescrizioni specifiche come il divieto di permanenza in un determinato Comune

  • Sentenza Sezioni Unite Corte di cassazione n. 40076 del 27/04/2017

    l'inosservanza delle prescrizioni generiche di vivere onestamente e di rispettare le leggi, da parte del soggetto sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo o divieto di soggiorno, non configura il reato previsto dall'art. 75, comma 2, D. Lgs. n. 159 del 2011; il contenuto precettivo è integrato esclusivamente dalle prescrizioni c.d. specifiche

    Stabilisce il principio secondo cui solo la violazione di prescrizioni specifiche può costituire reato ai sensi dell'art. 75, comma 2

  • Sentenza Corte costituzionale n. 25 del 2019

    ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della parte di art. 75, comma 2, che prevedeva quale delitto l'inosservanza delle prescrizioni generiche di vivere onestamente e di rispettare le leggi

    Conferma che le prescrizioni generiche non possono fondare una fattispecie penale; quelle prescrittive possono tuttavia rilevare per l'aggravamento della misura di prevenzione

  • art. 129 cod. proc. pen.

    norma richiamata dal ricorrente per chiedere la pronuncia di insussistenza del fatto

    Prevede la dichiarazione di insussistenza del fatto quando risulti che il fatto non sussiste; la Corte ha ritenuto che tale pronuncia non fosse applicabile perché il fatto contestato era la violazione di un obbligo specifico (divieto di permanenza nel Comune) e non una prescrizione generica

Massime di principio

  • Distinguere sempre tra prescrizioni generiche (es. "vivere onestamente", "rispettare le leggi") e prescrizioni specifiche (es. obbligo o divieto di soggiorno in un Comune): solo la violazione di prescrizioni specifiche può integrare il reato previsto dall'art. 75, comma 2, D.Lgs. n.159/2011, mentre le prescrizioni generiche non sono più penalmente sanzionate
  • Se la contestazione riguarda il mancato rispetto di un divieto o obbligo concreto e delimitato (es. allontanamento senza autorizzazione dal Comune previsto dalla misura), la condotta può essere ritenuta rilevante penalmente; se invece riguarda inosservanze generiche, va valutata l'eventuale illegittimità costituzionale o l'inapplicabilità del reato
  • In fase di impugnazione è necessario documentare con precisione la natura della prescrizione violata: per ottenere una pronuncia di insussistenza ai sensi dell'art. 129 c.p.p. bisogna dimostrare che l'atto contestato rientra nella categoria delle prescrizioni generiche ormai escluse dalla punibilità
  • La strategia difensiva utile in casi analoghi è dunque verificare e provare la specificità o genericità della prescrizione impugnata, e fondare il ricorso su precedenti giurisprudenziali consolidati (Sezioni Unite, Corte costituzionale) quando la violazione riguarda obblighi generici
  • In caso di violazione accertata di prescrizioni specifiche, il rischio di conferma della condanna è elevato e possono essere disposte condanne alle spese e somme a carico del ricorrente in caso di ricorso infondato o inammissibile

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