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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 4901/2024 del 23/02/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le ricorrenti avevano chiesto l'accertamento dell'usucapione di un'area scoperta antistante il loro immobile, sostenendo che l'area fosse da sempre pertinenziale alla loro proprietà e non demaniale; il Tribunale di Verbania aveva accolto la domanda, ma la Corte d'Appello di Lecce aveva riformato la decisione ritenendo l'area demaniale. In cassazione le ricorrenti contestano la natura demaniale accertata dalla Corte distrettuale, invocano la possibilità di sdemanializzazione tacita e lamentano omissioni nella valutazione di documenti comunali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la valutazione di merito che ha ritenuto l'area parte integrante della piazza (piazza del Popolo) sulla base di plurime risultanze istruttorie (cartografia storica, relazione del CTU, autorizzazioni comunali consecutive, assenza di atto di trasferimento della proprietà nell'acquisto a favore delle ricorrenti, pagamento della TOSAP). Ha richiamato il principio secondo cui le piazze e spazi adiacenti godono di una presunzione iuris tantum di demanialità (art. 22, legge n. 2248/1865) e che la sdemanializzazione richiede atti univoci, concludenti e positivi della pubblica amministrazione; la semplice tolleranza o uso prolungato non è sufficiente. Ha inoltre negato che vi sia stato omesso esame di fatto decisivo e ha ritenuto inammissibili le richieste di rinnovata valutazione della prova. Il ricorso è stato quindi respinto e le ricorrenti condannate alle spese di giudizio (liquidate in € 3.000 oltre oneri), con annotazione della possibile integrazione del contributo unificato ai sensi del D.P.R. n. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 822 c.c.

    Norma richiamata nell'ambito delle doglianze sull'usucapione; nel caso la Corte ha ritenuto che i presupposti dell'usucapione non potevano essere soddisfatti per un bene qualificato come demaniale.

  • art. 824 c.c.

    Norma sul possesso utile ai fini dell'usucapione; la Corte ha ritenuto che la natura pubblica dell'area esclude l'acquisto per usucapione.

  • art. 829 c.c.

    Richiamata in relazione alla sdemanializzazione; la Corte ha affermato che la cessazione della destinazione pubblica non può desumersi da una mera inerzia o tolleranza ma richiede atti univoci della P.A.

  • art. 22, comma 3, legge 15 maggio 1865, n. 2248 (all. F)

    Interpretata come fonte della presunzione iuris tantum di demanialità per piazze e aree adiacenti che costituiscono pertinenza della viabilità comunale; spetta alla parte privata provare il contrario mediante consuetudini o convenzioni che dimostrino proprietà diversa.

  • art. 2697 c.c.

    Riferimento al principio sulla distribuzione dell'onere della prova; la corte ha richiamato che la parte che deduce un fatto deve provarlo.

  • art. 360 c.p.c., n. 5

    Richiamato nei limiti: la Corte ha escluso che fosse configurabile un omesso esame di fatto decisivo, ricordando che la censura in cassazione non può consistere in una diversa valutazione delle prove di merito.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Richiamato in relazione all'eventuale obbligo di versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato per l'impugnazione, dato il tenore della pronuncia.

Massime di principio

  • Le piazze e gli spazi adiacenti aperti sul suolo pubblico godono di una presunzione iuris tantum di demanialità: la qualificazione come bene demaniale può fondarsi su cartografia storica, uso pubblico consolidato e atti amministrativi che dimostrino la destinazione pubblica.
  • L'usucapione non opera nei confronti dei beni demaniali; pertanto chi invoca l'usucapione deve prima superare la presunzione di demanialità con prove precise (consuetudini, convenzioni o titoli di proprietà validi).
  • La sdemanializzazione richiede atti pubblici della P.A. univoci, concludenti e positivi che manifestino la volontà di cessare la destinazione pubblica; la mera tolleranza, l'uso protratto o autorizzazioni temporanee non sono sufficienti a fondare una sdemanializzazione tacita.
  • Le autorizzazioni comunali ripetute e il pagamento di canoni o tasse di occupazione (es. TOSAP) sono elementi che rafforzano la dimostrazione della natura pubblica dell'area e dell'assenza di volontà dell'ente di rinunciare al demanio.
  • In sede di legittimità la Corte non riconsidera i fatti né rivaluta la credibilità delle prove: le valutazioni del giudice di merito, purché motivate e non manifestamente illogiche, vincolano la cassazione.
  • Segnalazioni materiali quali delimitazioni temporanee, paletti o cartelli non sono di per sé idonee a dimostrare il passaggio del bene al patrimonio privato.

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