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Ordinanza

Ordinanza n. 41/2026 - Ancona, Sezione 1

per l'annullamento del diniego definitivo prot. n°4133/2022 del 10.2.2022, espresso dal Comune di Grottammare (AP) in persona del Funzionario responsabile dell'Area 6 dell'Ufficio Gestione del Territorio ing. Pierpaolo Petrone, al rilascio del titolo abilitativo in sanatoria di cui alla pratica di condono edilizio n°3310 (legge n°724/1994) intestata a Di Tecco Maurizia (ex Pistonese Tonino) ed altresì disponendo l'annullamento del parere contrario al condono espresso da Autostrade per l'Italia- Direzione 7^Tronco- Pescara prot. ASPI/T7/2020/0000604/EU del 5.2.2020 in ordine alla pratica edilizia di condono edilizio n°3310 (legge n°724/1994) intestata a Di Tecco Maurizia (ex Pistonese Tonino) ed altresì disponendo l'annullamento di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e consequenziali, in quanto illegittimi per i motivi tutti indicati nel ricorso.

Giustizia amministrativa202200540

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche - Ancona, Sez. IOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego definitivo del rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria relativo a una pratica di condono ex legge n. 724/1994, nonché parere contrario al condono espresso dal gestore autostradale

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il diniego definitivo del Comune di Grottammare al rilascio del titolo abilitativo in sanatoria relativo a una pratica di condono edilizio presentata ai sensi della legge n. 724/1994, chiedendo altresì l'annullamento del parere contrario espresso da Autostrade per l'Italia e degli atti presupposti, preparatori, connessi e consequenziali. Il testo dell'ordinanza non riporta nel dettaglio i singoli motivi di illegittimità dedotti. La parte ricorrente ha dichiarato la permanenza dell'interesse alla decisione del ricorso.

La decisione

Il TAR non ha definito il giudizio nel merito. Ritenendo opportuno, per esigenze di celerità, effettività e concentrazione del giudizio, acquisire una più completa ricostruzione della vicenda, ha disposto incombenti istruttori ai sensi dell'art. 46, comma 2, c.p.a., ordinando all'amministrazione intimata il deposito, al più presto possibile, di una dettagliata relazione sulla vicenda controversa e di ogni altro atto o documento ritenuto utile ai fini della decisione. La segreteria è stata incaricata di comunicare l'ordinanza.

Norme richiamate

  • art. 1 c.p.a.

    celerità, effettività e concentrazione del giudizio

    Richiamato quale fondamento dei principi cui ricondurre la scelta di disporre gli incombenti istruttori.

  • art. 2, comma 2, c.p.a.

    celerità, effettività e concentrazione del giudizio

    Richiamato insieme all'art. 1 c.p.a. per giustificare l'acquisizione sollecita degli elementi necessari alla decisione.

  • art. 46, comma 2, c.p.a.

    dettagliata relazione sulla vicenda dedotta in contenzioso

    Utilizzato quale base normativa per ordinare all'amministrazione il deposito di una relazione dettagliata e di ulteriore documentazione utile.

  • legge n. 724/1994

    Indicata quale disciplina sulla cui base è stata presentata la pratica di condono edilizio oggetto del diniego impugnato.

Massime di principio

  • Quando gli elementi di fatto e la documentazione necessari per decidere una controversia amministrativa non risultano sufficientemente disponibili, il giudice può disporre, ai sensi dell'art. 46, comma 2, c.p.a., il deposito di una dettagliata relazione dell'amministrazione e di ogni ulteriore atto o documento utile.
  • La disposizione degli incombenti istruttori può essere orientata ai principi di celerità, effettività e concentrazione del giudizio, senza definire anticipatamente le questioni di merito dedotte dalle parti.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioIstruttoria processuale
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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