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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30641/2025 del 12/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per vizio di motivazione ex art. 606 lett. e) c.p.p. in relazione agli artt. 81 c.p. e 671 c.p.p.: il ricorrente contesta la decisione del giudice dell'esecuzione che ha escluso il vincolo della continuazione tra diverse sentenze, sostenendo che le fattispecie sono riconducibili a un unico disegno criminoso (partecipazione alla famiglia mafiosa di Villabate dal 2012; tentata estorsione commessa con Pietro Liga contro il detenuto Leonardo Grana ritenuto "infame" nell'ambiente mafioso; continuità tra i fatti indicati nelle sentenze). Il ricorrente deduce che gli indici sintomatici dell'unitarietà del disegno criminoso erano presenti e non valutati correttamente.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione abbia adeguatamente motivato la mancata qualificazione delle condotte come reato continuato: la tentata estorsione contestata nella sentenza sub 2) è stata considerata un'azione personale di Liga e non posta in interesse del sodalizio mafioso; la distanza temporale e la diversità dei contesti non consentono di ricavare una preventiva programmazione unitaria dei reati. Le censure del ricorrente sono state giudicate come mera richiesta di diversa valutazione degli elementi già esaminati e non idonee a travolgere la motivazione congrua del giudice. Conseguentemente il ricorrente è condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 606 lett. e) cod. proc. pen.

    Vizio di motivazione come motivo di impugnazione in cassazione; il ricorrente invoca questo motivo per contestare la valutazione del giudice dell'esecuzione

  • art. 81 cod. pen.

    Riferito alla disciplina del reato continuato/criteri per il riconoscimento della continuazione (unicità del disegno criminoso)

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma richiamata nel contesto delle decisioni in sede di esecuzione e dei relativi rimedi (quadro procedurale della richiesta di riconoscimento della continuazione)

  • art. 416 bis cod. pen.

    Definizione di associazione di tipo mafioso; elemento rilevante per determinare se un reato sia commesso nell'interesse o a vantaggio del sodalizio

  • art. 416 bis.1 cod. pen.

    Aggravante collegata ai reati commessi con finalità mafiose; la sua esclusione in relazione a taluni fatti è stata considerata indicativa che quei fatti non furono posti in interesse del sodalizio

  • art. 56 cod. pen.

    Disciplina del tentativo: richiamata perché alcune condotte erano valutate come tentate estorsioni

  • art. 629 cod. pen.

    Norma che punisce l'estorsione; applicata ai fatti oggetto delle sentenze impugnate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che dispone la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata qui per condannare il ricorrente alle spese

Massime di principio

  • Il reato continuato richiede un'unicità del disegno criminoso previamente concepito: i reati successivi devono essere programmati, almeno nelle linee essenziali, già al momento del primo episodio.
  • La prova dell'unità di ideazione si desume da indici esteriori significativi (omogeneità dei reati e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità della condotta, finalità e sistematicità), non dalla semplice ricaduta nel reato o dall'abitualità delinquenziale.
  • La mera contiguità spazio-temporale o il nesso funzionale non bastano se emerge l'occasionalità o la mancanza di preventiva programmazione dei reati successivi.
  • L'assenza dell'aggravante connessa al 416-bis per alcuni fatti può essere valutata come elemento probatorio che quei fatti non siano stati commessi in interesse del sodalizio mafioso.
  • In sede di legittimità la corte sindaca la motivazione del giudice di merito solo se viziata: una valutazione congrua e logica degli indici sintomatici è insindacabile se adeguatamente motivata; il ricorrente deve dimostrare che la motivazione è illogica o travisante dei fatti, non limitarsi a chiedere una diversa valutazione.
  • Per prospettare correttamente la continuazione occorre documentare concretamente la preventiva programmazione e fornire indicatori che colleghino in modo univoco i singoli episodi al medesimo progetto criminoso.

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