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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41783/2022 del 04/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione del decreto che confermava la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno (anni 1 e mesi 6). Il ricorrente deduceva che il provvedimento si fondava principalmente su violazioni di una precedente misura di prevenzione emessa dal Tribunale di Matera e successivamente annullata in sede di legittimità; alcune segnalazioni a suo carico erano state archiviate o dichiarate penalmente irrilevanti; restava solo una condanna per minaccia e oltraggio che, secondo il ricorrente, non comprovava la pericolosità sociale. Denunciava inoltre vizio di motivazione rispetto alla durata della misura e all'obbligo di soggiorno.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto fondato il primo motivo: il provvedimento impugnato aveva basato il giudizio di pericolosità soprattutto su violazioni relative a un precedente decreto di prevenzione poi annullato, e la Corte di appello non ha valutato correttamente le conseguenze dell'annullamento ex tunc su quegli elementi. Il secondo motivo è stato assorbito. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio alla Corte di appello di Potenza per un nuovo esame volto a verificare la sussistenza della pericolosità sulla base degli elementi effettivamente validi e a fornire adeguata motivazione sulla durata e sulle prescrizioni della misura.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159 del 2011, art. 1, lett. c)

    La norma definisce la pericolosità sociale rilevante per l'applicazione delle misure di prevenzione; la Corte richiede che la pericolosità sia dimostrata con elementi validi e non basata su atti o violazioni resi inefficaci dall'annullamento del provvedimento di prevenzione.

  • Principio giurisprudenziale sull'efficacia dell'annullamento/revoca del decreto di prevenzione (efficacia ex tunc vs ex nunc)

    Cfr. Cass. Sez. 6, n. 20566 del 09/05/2019 (Coppola); Sez. F, n. 35899 del 29/07/2004 (Alvaro)

    L'annullamento per motivi di legittimità opera ex tunc, rendendo penalmente irrilevanti le violazioni della misura; soltanto quando l'adeguamento deriva da sopravvenute situazioni di fatto la rimozione della misura può avere efficacia ex nunc. Il giudice che decide deve tener conto di tale distinzione.

Massime di principio

  • Se una misura di prevenzione è stata annullata dalla Corte di cassazione per vizi di legittimità, le violazioni commesse durante l'efficacia di quella misura non possono essere utilizzate per fondare una successiva valutazione di pericolosità (effetto ex tunc).
  • Il giudice che applica o conferma una misura di prevenzione deve motivare specificamente come i fatti residui, effettivamente imputabili e non annullati o prosciolti, dimostrino la pericolosità sociale ai sensi dell'art. 1, lett. c) d.lgs. 159/2011.
  • Atti archiviati o proscioglimenti rispetto a fatti usati come elemento di pericolosità escludono l'uso di tali fatti quale base per la misura preventiva.
  • In presenza di annullamento di provvedimenti precedenti, il nuovo giudice deve riesaminare la sussistenza e la durata della misura e motivare l'obbligo di soggiorno o altre prescrizioni sulla base di elementi attuali e validi.
  • La Cassazione, in caso di vizio nello sfruttamento di precedenti provvedimenti annullati o inadeguata motivazione, tende ad annullare con rinvio per consentire un nuovo esame conforme ai principi sopra indicati.

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