Cassazione Penale, Sentenza n. 08758/2026 del 05/03/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la decisione del G.u.p. del Tribunale di Trieste nella parte in cui era stata disposta la confisca c.d. allargata ai sensi dell'art. 240-bis c.p. (denaro pari a € 115.905,00, preziosi per circa € 100.000,00 e un motoveicolo Ducati del valore di circa € 13.000,00). Contestavano l'applicabilità dell'art. 240-bis sostenendo che la confisca avrebbe dovuto essere fondata su un reato-spia effettivamente accertato nella specie: i ricorrenti osservavano che il capo relativo a un presunto episodio di sottrazione agli incassi (originariamente contestato come estorsione) era stato archiviato e che, al più, il G.i.p. ipotizzava furto o appropriazione indebita, reati che non rientrano nell'elenco dei reati-spia. Inoltre deducevano che la distanza temporale tra l'acquisto dei beni e il primo episodio di usura non giustificava la presunzione di acquisizione illecita e che, quindi, la confisca era stata disposta in violazione del principio di legalità e dei limiti temporali della presunzione relativa prevista dalla normativa.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la correttezza dell'applicazione della confisca allargata ex art. 240-bis c.p. Ha ritenuto che fossero soddisfatti i presupposti: a) applicazione della pena su richiesta per il reato di usura continuata in concorso (reato-spia incluso nell'art. 240-bis); b) la rilevante sproporzione tra il valore dei beni nella disponibilità degli imputati e i redditi dichiarati; c) la mancata giustificazione della legittima provenienza dei beni da parte degli imputati; d) il rispetto del criterio della ragionevolezza temporale, posto che i primi prestiti usurari risalivano al 2018 e gli acquisti dei beni sequestrati avvenivano nello stesso periodo e non oltre l'estate 2020. La Corte ha inoltre ritenuto irrilevante che un diverso procedimento relativo a presunte sottrazioni fosse stato archiviato con mera ipotesi di furto/appropriazione indebita: la confisca può fondarsi sulla condanna per un reato-spia diverso purché sussistano i criteri di sproporzione e mancata giustificazione della provenienza. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., alla somma di € 3.000,00 ciascuno per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Norme richiamate
art. 240-bis cod. pen.
La confisca allargata può essere disposta se sussiste condanna o applicazione della pena per reati-spia, sussiste sproporzione tra beni e reddito e l'imputato non giustifica la legittima provenienza; non è necessario un nesso diretto tra il reato per cui si è applicata la pena e i beni confiscati, ma la presunzione relativa deve rispettare un criterio di ragionevolezza temporale
art. 444 cod. proc. pen.
L'applicazione della pena su richiesta (patteggiamento) integra la condanna/illecito ai fini dell'applicazione della confisca ex art. 240-bis
art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.
art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.
Fondamento formale del motivo di ricorso in cassazione impugnante la sentenza per inosservanza/erronea applicazione di norme sul procedimento o sulla misura
art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.
art. 448, comma 2-bis c.p.p.
La nozione di illegittimità della misura di sicurezza è ricomprensiva anche delle censure relative alla confisca allargata e quindi ammette impugnazione per cassazione
art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Consente la condanna alle spese e all'integrale ristoro per i ricorrenti in caso di inammissibilità con profili di colpa
art. 644 cod. pen.
Articolo che disciplina il reato di usura, qualificato come reato-spia ai fini dell'art. 240-bis; la Corte sottolinea che non è necessario provare che i beni siano stati acquistati con i proventi del medesimo episodio di usura
Massime di principio
- La confisca c.d. allargata ex art. 240-bis c.p. può applicarsi anche quando la pena è stata applicata su richiesta (art. 444 c.p.p.), trattandosi di una forma di accertamento penalmente rilevante ai fini del reato-spia
- Per disporre la confisca per sproporzione sono necessari tre elementi: reato-spia accertato (o applicazione della pena per reato-spia), sproporzione fra beni e redditi/dichiarazioni e mancata giustificazione della legittima provenienza da parte dell'imputato
- Non è richiesta la prova di un nesso diretto di derivazione tra il reato per cui è intervenuta la condanna e i beni soggetti a confisca; è però necessaria una correlazione temporale ragionevole tra la commissione del reato-spia e l'acquisizione dei beni
- L'archiviazione di un diverso capo di imputazione non impedisce la confisca allargata se per il reato-spia che legittima la misura è intervenuta condanna o applicazione della pena e sussistono gli altri presupposti
- In sede preventiva o cautelare è importante documentare e conservare ogni giustificazione della legittima provenienza dei beni (documenti di acquisto, redditi, attività lecite) per poter contrastare la presunzione relativa di illecita acquisizione
- Le censure sulla confisca per sproporzione devono dimostrare che i beni sono stati acquisiti in un periodo temporalmente incompatibile con la commissione del reato-spia o fornire prova convincente della legittima provenienza; altrimenti il ricorso rischia l'inammissibilità e sanzioni per spese e somme a titolo di colpa processuale
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