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Ordinanza

Ordinanza n. 293/2026 - Lecce, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600278

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di autorizzazione paesaggistica e rigetto della PAS relativa a un intervento energetico, unitamente all'invito alla stipula del contratto definitivo di cessione del diritto di superficie

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il diniego di autorizzazione paesaggistica adottato dall'Ufficio paesaggistico dell'Unione dei Comuni Costa Orientale, compreso il preavviso di diniego, nonché il provvedimento del Comune di Minervino di Lecce di rigetto della PAS presentata nell'ottobre 2024 e reiterata nel febbraio 2025. La ricorrente ha inoltre chiesto di accertare l'inadempimento del Comune all'obbligo di trasferire, per venticinque anni, il diritto di superficie su terreni individuati in atti comunali e nell'impegno sottoscritto il 16 ottobre 2024, con conseguente ordine di stipula del contratto definitivo. In via subordinata è stato domandato il risarcimento del danno. È stata proposta anche domanda cautelare di sospensione degli atti impugnati. Il testo dell'ordinanza non espone nel dettaglio i singoli motivi di illegittimità, limitandosi a rilevare la complessità delle questioni in rito e nel merito e la necessità di un ulteriore approfondimento.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistenti la propria giurisdizione e competenza, ma non ha definito nel merito le domande di annullamento, accertamento e risarcimento, né ha formulato una valutazione definitiva sulla fondatezza dei motivi o sulla legittimità degli atti impugnati. Quanto alla domanda cautelare, ha ritenuto che, in considerazione della natura del pregiudizio dedotto e della complessità della vicenda fattuale e giuridica, le esigenze cautelari potessero essere adeguatamente tutelate mediante la sollecita fissazione dell'udienza di merito, ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., anziché mediante la sospensione degli atti. L'udienza pubblica è stata fissata al 14 ottobre 2026, tenendo conto anche delle tempistiche del finanziamento richiamate dalla ricorrente. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    le esigenze cautelari sottese al ricorso possano essere tutelate adeguatamente mediante la sollecita definizione del giudizio nel merito

    Il giudice può soddisfare le esigenze cautelari mediante la fissazione ravvicinata dell'udienza di merito, quando tale soluzione sia adeguata rispetto al pregiudizio dedotto e non sia necessario sospendere immediatamente l'efficacia degli atti impugnati.

Massime di principio

  • Quando la controversia cautelare presenta rilevanti profili di complessità in rito e nel merito e il pregiudizio dedotto può essere adeguatamente fronteggiato con una decisione ravvicinata sulla causa, il giudice amministrativo può utilizzare la misura prevista dall'art. 55, comma 10, c.p.a., fissando sollecitamente l'udienza di merito invece di disporre la sospensione del provvedimento impugnato.
  • La fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a. non comporta una decisione anticipata sulla fondatezza delle domande o dei motivi di ricorso, che restano impregiudicati fino alla trattazione e alla decisione nel merito.

Come è indicizzato

MaterieImpianti da fonti rinnovabiliAutorizzazione paesaggisticaTitoli abilitativi ediliziTutela cautelare
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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