Cassazione Penale, Sentenza n. 20629/2023 del 15/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza per tre censure principali: a) errata qualificazione come cessione e detenzione a fini di spaccio (art. 73, comma 5, d.P.R. n.309/1990) sulla base di mere congetture, senza provare cosa fu effettivamente scambiato con soggetto non identificato; b) violazione dell'art. 337 c.p., sostenendo che non vi fu resistenza in senso attivo e pericoloso ma solo un tentativo di eludere i militari per paura; c) illegittima confisca del denaro (richiamando artt. 240, 240-bis c.p. e artt. 73, comma 7-bis e 85-bis d.P.R. n.309/1990), poiché non sarebbe dimostrata la pertinenza del denaro alle attività illecite.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato e lo ha dichiarato inammissibile. Ha confermato le conclusioni della Corte d'appello: osservazione dello scambio con ricezione di 50 euro, successivo rinvenimento addosso a Simonetti di circa 1 grammo di cocaina in due involucri e di una banconota da 50 euro, nonché in casa di marijuana e materiale per confezionamento e contante. Ha confermato la qualificazione come cessione/detenzione a fini di spaccio (capo A) e la responsabilità per opposizione/resistenza ai pubblici ufficiali mediante fuga pericolosa in automobile (capo B). Quanto alla confisca, pur rilevando che l'art.85-bis esclude la confisca ex art.240-bis per i reati ex art.73, comma 5, la Corte ha ritenuto che nella fattispecie ricorressero le condizioni dell'art.73, comma 7-bis (il denaro corrisponde al profitto/ prezzo della cessione), e ha quindi ritenuto legittima la confisca della banconota da 50 euro trovata addosso all'imputato subito dopo la cessione. Il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 81 cod. pen.
Richiamato come norma generale sul concorso di persone nel reato; applicato per la determinazione della responsabilità penale nelle fattispecie specifiche
art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309
Norma che sanziona la cessione e la detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti; la Corte ha ritenuto che la ricostruzione fattuale (osservazione dello scambio, denaro ricevuto, droga addosso e in casa, materiale per il confezionamento) fosse sufficiente per qualificare la condotta come cessione a fini di spaccio
art. 337 cod. pen.
Norma sulla violenza o minaccia a pubblico ufficiale; la Corte ha interpretato la resistenza anche in senso ampio, includendo la fuga con veicolo in condizioni tali da ostacolare o scoraggiare l'inseguimento e quindi il compimento dell'ufficio
art. 61 n. 2 cod. pen.
Richiamato tra le disposizioni applicate in relazione al reato contestato (circostanze aggravanti/quantificazione della pena)
art. 240 cod. pen.
Norma che disciplina la confisca, menzionata nel contesto dell'azione di confisca dei proventi di reato; la Corte ha valutato la compatibilità con le norme speciali del DPR 309/1990
art. 240-bis cod. pen.
Previsione sulla confisca per equivalente; la Corte osserva che l'art.85-bis del DPR 309/1990 esclude l'applicazione automatica della confisca ex art.240-bis nei reati di cui all'art.73, comma 5
art. 73, comma 7-bis d.P.R. n.309/1990
Stabilisce le condizioni per la confisca dei proventi nei reati di stupefacenti: la confisca è consentita quando il denaro costituisce prezzo o profitto del reato; la Corte ha ritenuto che nella fattispecie la banconota da 50 euro rappresentasse il prezzo della cessione
art. 85-bis d.P.R. n.309/1990
Prevede limitazioni alla confisca secondo l'art.240-bis c.p. per i reati ex art.73; la Corte ha ricordato che l'art.85-bis esclude la confisca ex art.240-bis ma permette la confisca quando ricorrono le condizioni dell'art.73, comma 7-bis (profitto/prezzo)
art. 610 e art. 612 cod. pen.
Richiamati come esempi di fattispecie nelle quali la violenza o la minaccia sono dirette; la Corte chiarisce che l'opposizione all'ufficio può assumere forme diverse e non limitarsi alle ipotesi tipiche di tali articoli
Massime di principio
- Prove circostanziali ben collegate (osservazione di uno scambio, somma di denaro ricevuta, droga trovata addosso subito dopo, materiale per il confezionamento in casa e contante in varie parti dell'abitazione) possono legittimare la qualificazione di una condotta come cessione/detenzione a fini di spaccio anche in assenza di identificazione dell'acquirente
- La resistenza o opposizione a pubblico ufficiale può configurarsi non solo con aggressioni dirette ma anche con condotte che, pur non consistendo in contatto fisico, impediscono o ostacolano l'operato (es. fuga in auto a forte velocità con manovre pericolose e durevole elusione dell'inseguimento)
- La confisca del denaro nei reati di stupefacenti è regolata da disposizioni speciali: l'art.85-bis DPR 309/1990 limita l'applicazione della confisca ex art.240-bis c.p., ma la confisca è possibile se si dimostra che il denaro costituisce prezzo o profitto del reato ai sensi dell'art.73, comma 7-bis
- Nelle impugnazioni in Cassazione il ricorso deve indicare profili di illogicità, contraddittorietà o violazione di legge della valutazione probatoria: una valutazione motivata che colleghi fatti osservati e elementi materiali rinvenuti è difficilmente censurabile come mera congettura
- La mera asserzione di paura o di motivi soggettivi per la fuga richiede elementi probatori specifici per prevalere sulla ricostruzione investigativa e giudiziale che documenti la pericolosità della condotta di fuga
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