Sentenza del 22/05/2019 n. 3152 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
VARIA - IMPOSTA SULLE CONCESSIONI STATALI DEI BENI DEL DEMANIO MARITTIMO -CONCESSIONI C.D. CONTRATTO
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società contestava la legittimità dell'avviso di accertamento, sostenendo principalmente che l'atto non indicava espressamente l'imponibile e che l'imposta regionale non fosse applicabile alla concessione qualificata come concessione-contratto. La controversia riguardava quindi sia la sufficienza della motivazione dell'avviso, sia l'assoggettabilità all'imposta delle concessioni-contratto.
La decisione
La contestazione è stata respinta. È stato ritenuto irrilevante che l'avviso non indicasse formalmente l'imponibile, poiché riportava l'importo dell'imposta dovuta, pari al 15% del canone concessorio, e il canone era facilmente conoscibile dalla società concessionaria. È stata inoltre ritenuta legittima l'applicazione dell'imposta regionale anche alle concessioni-contratto: la distinzione rispetto alle concessioni demaniali è stata considerata irrilevante, poiché entrambe presentano gli stessi requisiti sostanziali e sono soggette alla medesima disciplina. L'avviso è pertanto risultato valido e la pretesa impositiva confermata.
Norme richiamate
Art. 6, Legge regionale n. 2 del 29 aprile 2013
La norma costituisce il fondamento dell'imposta regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio. È stata interpretata nel senso che l'imposta si applica anche alle concessioni-contratto, senza che la diversa qualificazione formale della concessione ne escluda l'assoggettamento.
Massime di principio
- Un avviso di accertamento può essere ritenuto sufficientemente motivato anche senza l'indicazione separata dell'imponibile, quando riporti chiaramente l'importo dovuto, il criterio di calcolo e gli elementi dai quali il contribuente può ricavare agevolmente la base imponibile.
- Per le imposte sulle concessioni demaniali, la qualificazione della concessione come concessione-contratto non esclude automaticamente l'imposizione, se la concessione presenta la medesima funzione e gli stessi elementi sostanziali delle concessioni demaniali ordinarie.
- Il contribuente concessionario è normalmente considerato in grado di conoscere il canone concessorio previsto dal proprio rapporto con l'amministrazione; pertanto, l'assenza di una sua riproduzione nell'avviso non comporta necessariamente l'illegittimità dell'atto.
- Nelle controversie tributarie occorre verificare concretamente se l'atto consenta al destinatario di comprendere la pretesa e di difendersi: non ogni carenza formale determina l'annullamento dell'accertamento.
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