Sentenza n. 1478/2026 - Catanzaro, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: delibera di sfiducia e revoca dalla carica di Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Crotone e successiva delibera di nomina del nuovo Presidente
Esito
Favorevole al resistente (ordine professionale)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente, risultata prima eletta al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Crotone e successivamente eletta Presidente, ha impugnato quattro motivi le deliberazioni con cui il Consiglio ha disposto la sua sfiducia e revoca dalla carica e ha nominato il nuovo Presidente. Il testo non espone il contenuto specifico dei quattro motivi. Dopo aver rinunciato all’istanza cautelare, la ricorrente, all’udienza pubblica, ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, chiedendo la compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito i quattro motivi di ricorso. Il giudice ha ritenuto vincolante, in applicazione del principio dispositivo, l’espressa dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione, non potendo sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire. Quanto alle spese, ha applicato il criterio della soccombenza virtuale, effettuando una sommaria delibazione del merito: considerate le peculiarità delle questioni, ha ritenuto che l’esito avrebbe giustificato la compensazione delle spese, disposta in concreto.
Massime di principio
- L’espressa dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione impedisce al giudice di esaminare il merito e impone la dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, in applicazione del principio dispositivo.
- Il giudice amministrativo non può sostituirsi al ricorrente nella valutazione della permanenza dell’interesse ad agire e deve rispettare la volontà processuale con cui questi dichiara di non avere più interesse alla decisione.
- In caso di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, la regolazione delle spese deve essere effettuata, salvo compensazione, secondo il criterio della soccombenza virtuale, mediante una sommaria valutazione dell’esito che il giudizio avrebbe avuto ove fosse stato deciso nel merito.
- La peculiarità delle questioni sottoposte al giudice può giustificare la compensazione delle spese anche nell’ambito di una pronuncia di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
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