Cassazione Penale, Sentenza n. 33651/2024 del 04/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto negativo di competenza territoriale relativo a più imputazioni dedotte nella richiesta di rinvio a giudizio e nella richiesta di applicazione di nuova misura cautelare reale ex art. 27 c.p.p. Il G.u.p. di Santa Maria M. C. V. aveva dichiarato la propria incompetenza territoriale per le imputazioni, ritenendo connesse le posizioni e individuando come reato piu' grave l'abuso d'ufficio (art. 323 c.p.). Il G.i.p. di Napoli, dopo aver separato alcune posizioni (capi e) e f) / 5 e 6), ha sollevato conflitto chiedendo che fosse dichiarata la competenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per i reati commessi a Castel Volturno (capi a, b, c, d). La controversia verteva anche sull'individuazione del "reato piu' grave" ai fini della connessione e sulla corretta applicazione delle regole di connessione e della disciplina del reato continuato tra fattispecie dolose e colpose, nonche' sull'eventuale estensione del sequestro preventivo dell'impianto di grigliatura.
La decisione
La Corte ha dichiarato l'ammissibilita' del conflitto e ha dato ragione al Giudice remittente (G.i.p. di Napoli) nella richiesta di pronunciare la competenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con riferimento ai reati commessi nel circondario di detta sede (capi a, b, c, d, relativi a reati commessi a Castel Volturno). La Corte ha rilevato che il G.u.p. di Santa Maria M. C. V. aveva erroneamente individuato come reato piu' grave l'abuso d'ufficio (art. 323 c.p.), mentre doveva ritenersi piu' grave l'inquinamento ambientale colposo aggravato (art. 452-bis, comma 2 c.p.), con pena complessiva piu' alta e sanzione pecuniaria. Ha altresi' censurato la vaga motivazione circa lo spostamento di competenza e l'erronea applicazione della disciplina del reato continuato tra fattispecie dolose e colpose. Di conseguenza la competenza e' stata dichiarata in favore del G.u.p. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e gli atti sono stati trasmessi per il prosieguo; e' stata inoltre rilevata l'inopportunita' di estendere il sequestro dell'impianto in assenza di nuove esigenze cautelari.
Norme richiamate
art. 28 cod. proc. pen.
Regola il conflitto di attribuzione tra giudici: quando due giudici si rifiutano contemporaneamente di conoscere il fatto nasce conflitto negativo che deve essere risolto dalla Corte; qui la norma e' applicata per dichiarare l'esistenza del conflitto e demandarne la soluzione.
art. 12 cod. proc. pen.
Disciplina la connessione tra procedimenti; la Corte richiama che la connessione deve essere valutata correttamente individuando il reato piu' grave e la sua sede, evitando errori nella scelta quando reati gravi sono commessi in un diverso circondario.
art. 27 cod. proc. pen.
Prevede la misura cautelare reale (es. sequestro) richiesta dal P.M.; la Corte valuta la fondatezza della richiesta rispetto al fumus delicti e alle esigenze cautelari, ritenendo che il sequestro non debba essere esteso senza nuove esigenze.
art. 256 d.lgs. 152/2006
Norma sul delitto ambientale: la Corte ritiene che le contestazioni relative all'inquinamento ambientale colposo rientrino nel circondario di Santa Maria Capua Vetere e siano rilevanti ai fini della determinazione della competenza.
art. 452-bis cod. pen.
Prevede il delitto di inquinamento ambientale; la Corte interpreta questa fattispecie come piu' grave (anche per la pena pecuniaria aggiunta) rispetto all'abuso d'ufficio nel caso concreto e quindi decisiva per l'individuazione della competenza.
art. 452-quinquies cod. pen.
Norma collegata agli illeciti ambientali citata come parte delle imputazioni rientranti nella competenza territoriale di Santa Maria Capua Vetere.
art. 323 cod. pen.
Delitto di abuso d'ufficio: il G.u.p. di SM aveva ritenuto questo reato il piu' grave per la connessione; la Corte ha ritenuto tale valutazione errata nel confronto con le fattispecie ambientali, precisando come individuare il reato piu' grave.
art. 81 cpv., 110, 113, 674, 734 cod. pen.
Norme penali richiamate nelle imputazioni (concorso di persone, reati specifici): citate per indicare i capi di imputazione e valutare la territorialita' delle condotte contestate.
Massime di principio
- Quando due giudici si rifiutano di conoscere lo stesso fatto nasce un conflitto negativo disciplinato dall'art. 28 c.p.p. e deve essere risolto dalla Corte competente; il giudice che solleva il conflitto puo' chiedere che sia dichiarata la competenza dell'altro tribunale.
- La connessione tra reati ai fini della competenza (art. 12 c.p.p.) richiede l'individuazione oggettiva del reato piu' grave; tale individuazione deve tener conto della pena complessiva sostanziale (anche eventuali sanzioni pecuniarie) e della reale gravita' delle fattispecie, non di valutazioni vaghe o formali.
- Non e' corretto applicare la disciplina del reato continuato per collegare automaticamente fattispecie di natura dolosa con fattispecie di natura colposa; la continuita' richiede omogeneita' del dolo o della colpa e elementi fattuali unificanti.
- La separazione del procedimento e la disarticolazione delle misure cautelari devono essere motivate da esigenze cautelari nuove o specifiche; non si possono estendere sequestri preventivi in modo indiscriminato senza idonea motivazione.
- La competenza territoriale si determina in base al luogo in cui sono stati commessi i reati piu' gravi o rispetto al criterio di connessione correttamente applicato; le decisioni di incompetenza di un Giudice vanno valutate criticamente quando l'individuazione del reato piu' grave sia errata.
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