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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42563/2022 del 09/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il detenuto Licciardi aveva reclamato contro il divieto di acquisto e detenzione di compact disk musicali e di lettori CD, sostenendo la lesione di un suo diritto soggettivo e una ingiustificata disparità di trattamento. Il Ministero contestava il provvedimento che aveva accolto il reclamo, invocando norme del regolamento penitenziario e disposizioni relative al regime 41-bis e alla disciplina degli oggetti ammessi in carcere (art. 40 DPR n.230/2000, artt. 41-bis e 87 ord. pen.). La questione centrale è se l'amministrazione possa vietare tali supporti e apparecchi per esigenze di sicurezza e per l'impossibilità di assicurare la loro messa in sicurezza senza gravare su risorse umane e materiali.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso del Ministero fondato: ha richiamato la giurisprudenza secondo cui è legittimo il diniego di autorizzazione all'acquisto e alla detenzione di CD musicali e relativi lettori quando la loro introduzione richieda, per la messa in sicurezza, adempimenti non sostenibili dall'amministrazione. Ha annullato l'ordinanza impugnata del Tribunale di sorveglianza e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio, affinché il Tribunale verifichi, applicando il principio di diritto richiamato, se l'uso dei CD comporti inesigibili oneri organizzativi tali da giustificare il divieto.

Norme richiamate

  • art. 35-bis legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)

    presente nel testo come base del reclamo del detenuto

    norma richiamata in relazione alla procedura di reclamo del detenuto; non modifica il principio che, nel regime 41-bis, l'amministrazione può limitare l'introduzione di oggetti per ragioni di sicurezza

  • art. 41-bis ordinamento penitenziario

    presente nel testo come regime speciale applicato al detenuto

    il regime 41-bis giustifica restrizioni particolari alla vita detentiva e può legittimare il diniego di oggetti quando la loro presenza comporti rischi o oneri di messa in sicurezza non compatibili con l'organizzazione dell'istituto

  • art. 87 ordinamento penitenziario

    citato nel ricorso come riferimento normativo

    richiamato come parte della normativa penitenziaria rilevante; dalla decisione emerge che non impedisce in astratto misure organizzative di sicurezza che limitino l'introduzione di determinati supporti

  • art. 40 DPR n. 230 del 2000

    citato nel ricorso come riferimento normativo

    norma regolamentare richiamata dall'Amministrazione; la decisione riconosce che la disciplina regolamentare può essere interpretata alla luce delle esigenze organizzative e di sicurezza dell'istituto

  • Giurisprudenza: Sez.1, n.43484 del 30/09/2021, Ministero della giustizia, Rv. 282213

    citata integralmente come precedente

    principio riaffermato: è legittimo il diniego all'acquisto e alla detenzione di CD musicali e lettori digitali se la messa in sicurezza richiede risorse umane e materiali che non possono essere assicurate

  • Giurisprudenza: Sez.1, n.29819 del 2021

    richiamata come conferma del principio

    precedente consolidato che supporta la possibilità di divieti motivati da esigenze organizzative e di sicurezza

Massime di principio

  • In regime 41-bis le autorizzazioni per oggetti personali vanno valutate tenendo conto delle esigenze di sicurezza e dell'impatto organizzativo sull'istituto
  • Il semplice riferimento normativo alla possibilità di introdurre determinati oggetti non garantisce automaticamente il diritto del detenuto se la relativa messa in sicurezza è impraticabile o richiede risorse non disponibili
  • Il giudice di merito deve verificare, in modo motivato e puntuale, se l'uso del bene richiesto comporti oneri organizzativi inesigibili per l'Amministrazione; in assenza di tale verifica la decisione va annullata
  • La discrezionalità amministrativa nelle materie penitenziarie è legittima quando fondata su esigenze concrete di ordine e sicurezza e confermata da valutazioni oggettive sulle risorse necessarie
  • Nelle controversie simili è utile documentare in modo dettagliato dall'Amministrazione l'onere concreto derivante dalla messa in sicurezza degli oggetti per giustificare eventuali divieti

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