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Ordinanza

Ordinanza n. 1046/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio n. 18745/2025, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202601602

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Consiglio di Stato ha respinto la domanda cautelare di sospensione della sentenza appellata. Ha ritenuto insussistente un consistente periculum in mora, poiché il diritto fatto valere ha natura meramente pecuniaria e il giudizio di merito è prospettato in tempi ravvicinati, eventualmente mediante istanza di prelievo. Le spese della fase cautelare sono state compensate. La decisione non definisce il merito dell'appello.

Consiglio di Stato, Sez. VIOrdinanza cautelarealtro

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio n. 18745/2025, che aveva respinto il ricorso di primo grado

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti hanno proposto appello contro la sentenza del TAR Lazio n. 18745/2025 e, in via incidentale, hanno chiesto la sospensione dell'efficacia della sentenza appellata. Dal testo non risultano specificati né l'oggetto sostanziale della controversia né i motivi di merito dell'appello; emerge soltanto che il diritto azionato ha natura meramente pecuniaria.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale base normativa della domanda cautelare proposta in appello; l'istanza è stata respinta per carenza di un consistente periculum in mora.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato ai fini dell'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi degli appellanti.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, quale presupposto per l'oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede cautelare d'appello, la sospensione dell'efficacia della sentenza non può essere concessa in assenza di un consistente periculum in mora; tale requisito è normalmente insussistente quando il diritto azionato ha natura esclusivamente pecuniaria e la trattazione del merito è prevedibilmente ravvicinata.
  • La natura meramente pecuniaria della pretesa e la ragionevole prossimità della decisione di merito possono giustificare il rigetto della domanda cautelare, salva la possibilità di sollecitare la trattazione mediante istanza di prelievo.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelare
RamiProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

Testo integrale

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