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Cassazione Penale, Ordinanza n. 12199/2025 del 27/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna di primo grado per falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri. Con il primo motivo ha dedotto violazione di legge, insufficienza e contraddittorietà della motivazione, oltre a travisamento del materiale probatorio, contestando la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito. Con il secondo motivo ha denunciato erronea applicazione della legge e vizio motivazionale per il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo inammissibile perché mirava a ottenere una rivalutazione del fatto e delle prove, attività preclusa al giudice di legittimità, e ha rilevato che la motivazione della sentenza impugnata era immune da vizi logici e giuridici. Ha ritenuto anche il secondo motivo non consentito e comunque manifestamente infondato, poiché la sentenza di merito aveva motivato in modo logico e coerente sul mancato riconoscimento della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. Al ricorrente sono state inoltre poste a carico le spese processuali e la somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La Corte richiama la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, osservando che il diniego può essere sorretto da motivazione logica e coerente non censurabile in cassazione nei limiti prospettati dal ricorso.

  • art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    È richiamato per delimitare il vizio motivazionale censurabile in cassazione, che deve emergere dal contrasto dello sviluppo argomentativo con le massime di esperienza o con le altre affermazioni del provvedimento.

  • art. 606, comma 2, lett. e) c.p.p.

    È richiamato per escludere la sussistenza di un vizio di motivazione nella sentenza impugnata, ritenuta coerente e logicamente sviluppata.

  • art. 6402/1997 Sez. U, Dessimone

    "rilettura" degli elementi di fatto

    Le Sezioni Unite sono richiamate per il principio secondo cui la Corte di cassazione non può procedere a una nuova valutazione degli elementi di fatto, riservata al giudice di merito.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito sollecitare una nuova valutazione del fatto o delle prove, poiché la rilettura del compendio probatorio appartiene in via esclusiva al giudice di merito.
  • Il travisamento della prova e il vizio di motivazione sono deducibili solo nei limiti in cui emergano effettive illogicità o contrasti del ragionamento decisorio con le massime di esperienza o con il contenuto del provvedimento, non già mediante una diversa ricostruzione fattuale.
  • La censura sul mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto è inammissibile quando mira a una rivalutazione del merito e comunque è infondata se la sentenza impugnata espone una motivazione logica e coerente sul punto.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento della somma in favore della Cassa delle ammende nei casi previsti.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCause di non punibilità
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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