Cassazione Penale, Sentenza n. 42916/2022 del 11/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la conferma in appello della condanna per utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (art. 2 d.lgs. 74/2000) per gli anni d'imposta 2013-2015. Tre censure principali: (1) vizio di valutazione probatoria e illegittima valorizzazione di presunzioni tributarie come prova, con violazione degli artt. 125, 544, 192 c.p.p. e altri; (2) insufficienza della prova del dolo specifico richiesto dall'art. 2 d.lgs. 74/2000 e contraddittorietà/omissione della motivazione; (3) errata esclusione delle attenuanti generiche e confusione tra la diminuzione per il rito abbreviato e le attenuanti ordinarie (art. 62-bis c.p.). La difesa sosteneva che le fatture contestate fossero prive di riscontro oggettivo e che Fusco avesse fatto affidamento di buona fede su un subappaltatore.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha quindi confermato l'esito del grado di merito. Motivazione: i motivi erano aspecifici e manifestamente infondati, non si confrontavano con la motivazione della sentenza impugnata e non introducevano elementi di novità. I giudici di merito avevano correttamente qualificato gli elementi raccolti come indizi valutabili ai sensi dell'art. 192, comma 2, c.p.p. (grave, precisi e concordanti) e non come mere presunzioni tributarie privi di valore probatorio; tali indizi erano costituiti, tra gli altri fatti, dall'esistenza di un'impresa emittente evasore totale, dall'assenza di costi e personale nella 3M commensurabile al volume di affari, dalla coincidenza quasi integrale del volume di affari della 3M con le fatture verso SI.MA.F., dall'assenza di descrizione delle prestazioni in molte fatture e dalla cancellazione dalla Camera di Commercio della cooperativa dopo la contabilizzazione. La Corte ha ritenuto inoltre provata la consapevolezza (dolo) di Fusco in ragione della gestione e della regia delle operazioni e del rapporto di conoscenza con l'emittente delle fatture. Quanto alle attenuanti generiche, la Corte ha ritenuto che la riduzione di pena per il rito abbreviato avesse già dato adeguato riconoscimento e che, alla luce dell'entità e reiterazione delle condotte, non sussistessero elementi oggettivi per concedere le attenuanti ordinarie. Pena in concreto confermata: 1 anno e 8 mesi di reclusione, con riconoscimento della continuazione, concessi benefici di legge e applicazione delle pene accessorie previste dal d.lgs. 74/2000; sospensione condizionale della pena concessa.
Norme richiamate
art. 2 d.lgs. 74/2000
Norma che punisce l'utilizzo di fatture o documenti per operazioni inesistenti; la Corte ha ritenuto integrata la fattispecie alla luce della contabilizzazione delle fatture inesistenti nelle dichiarazioni e dell'avvalersi degli stessi per evadere imposte
art. 1, lett. a) d.lgs. 10 marzo 2000 n. 74
per "fatture o altri documenti per operazioni inesistenti" si intendono le fatture o gli altri documenti aventi rilievo probatorio analogo in base alle norme tributarie, emessi a fronte di operazioni non realmente effettuate in tutto o in parte o che indicano i corrispettivi o l'imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale, ovvero che riferiscono l'operazione a soggetti diversi da quelli effettivi
Definizione normativa usata per qualificare le fatture come ideologicamente false; la Corte l'ha richiamata per spiegare la struttura bifasica del reato (emissione e utilizzo)
art. 192, comma 2, c.p.p.
Criterio per la valutazione della prova indiziaria: gli indizi che possono fondare una condanna devono essere gravi, precisi e concordanti; la Corte ha ritenuto che i dati del caso soddisfino tali requisiti
art. 23, co. 8 D.L. n. 137/2020
Norma procedurale richiamata per il trattamento del ricorso in Cassazione in sede semplificata (procedimento ex art. 23 D.L. 137/2020); la Corte ha trattato il ricorso secondo tale disciplina
art. 62-bis c.p.
Prevede la diminuzione di pena per il rito abbreviato; la Corte ha ricordato che la riduzione per la scelta del rito non esclude la valutazione autonoma delle attenuanti generiche, ma qui ha ritenuto che la riduzione avesse già dato adeguato riconoscimento e che non vi fossero ulteriori elementi per concedere le attenuanti ordinarie
art. 125 e art. 544 c.p.p.
Norme processuali richiamate dalla difesa in relazione a presunti vizi procedurali e di sindacato della prova; la Corte ha ritenuto infondate le censure che le menzionavano
art. 546 lett. e) e art. 533 c.p.p.
Richiamate nella contestazione sulla motivazione e valutazione della prova in sede d'appello; la Corte ha ritenuto che la motivazione di merito fosse logica e completa
art. 12 d.lgs. 74/2000
Prevede pene accessorie applicabili per i reati tributari; la Corte ha confermato l'applicazione delle pene accessorie disposte in sentenza
art. 133 c.p.
Criteri per la determinazione della pena; richiamato nel calcolo della pena base e degli aumenti per la continuazione
art. 606, comma 3, c.p.p.
Norma sui motivi ammessi in cassazione per cassazione; la Corte ha richiamato l'assenza di specificità dei motivi come causa di inammissibilità
art. 2729 c.c.
Norma sulle presunzioni semplici e legali nel codice civile menzionata a titolo comparativo; la Corte ha sottolineato la diversa portata delle presunzioni tributarie rispetto alla prova penale
Massime di principio
- In procedimenti penali per frode fiscale le presunzioni e gli accertamenti tributari possono costituire elementi utili ma non automaticamente prova; devono essere valutati dal giudice penale come indizi e, per fondare una condanna, risultare gravi, precisi e concordanti e trovare riscontro nel complesso probatorio
- La Corte di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione dei fatti: il ricorso per cassazione deve contestare specificamente i passaggi logici e giuridici della motivazione, non limitarsi a enunciare censure generiche
- Nel reato di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti il dolo specifico (consapevolezza di avvalersi di documenti falsi per evadere) può essere desunto da elementi di gestione, regia e collegamenti tra le società coinvolte, nonché da incongruenze economiche oggettive (assenza di costi, personale, coincidenza dei volumi)
- La scelta del rito abbreviato comporta una diminuzione di pena autonoma (art. 62-bis), ma non equivale automaticamente al riconoscimento delle attenuanti generiche; il giudice deve valutare separatamente la gravità del fatto e il comportamento processuale
- La difesa che intenda confutare accertamenti tributari usati come indizi deve produrre elementi concreti e specifici volti a contrastare la ricostruzione di merito (documentazione, testimoni, prove che dimostrino l'effettiva esecuzione delle prestazioni)
- In sede di appello e cassazione è decisiva la completezza e la specificità della censura: criticare solo una delle ragioni multiple poste a fondamento della decisione di merito determina spesso inammissibilità per aspecificità
- Quando l'ufficio tributario individua soggetti 'cartiera' o evasori totali, la circostanza costituisce un forte indizio di inesistenza delle prestazioni; tuttavia per la condanna penale occorre sempre il collegamento probatorio con l'utilizzatore delle fatture
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