Cassazione Penale, Sentenza n. 49942/2023 del 15/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza del 25/01/2023 della Corte di appello di Roma che aveva confermato la condanna del Tribunale di Latina (14/02/2022) per il reato di rapina. I motivi di ricorso riproducono le censure già svolte in appello: (1) nullità o carenza di motivazione e travisamento della prova, con particolare riferimento alle dichiarazioni della persona offesa Palmegiani Giada Francesca; (2) violazione dell'art. 628 c.p. per mancata configurazione della violenza; (3) contestazione della titolarità del telefonino sottratto (appartenente al padre dell'imputato), con conseguente mancata altruità del bene e possibile configurazione di altra fattispecie (recupero di cosa propria/rapina non integrata); (4) richiesta di derubricazione a violenza privata (art. 610 c.p.) o ad altre fattispecie (art. 393 e art. 626 c.p. evocati dal ricorrente); (5) istanza di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p.; (6) censura sulla eccessiva quantificazione della pena ai sensi dell'art. 62-bis c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché consiste nella pedissequa riproduzione dei motivi già formulati in appello senza alcun effettivo confronto critico con la motivazione della sentenza impugnata. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui sono inammissibili i ricorsi che si limitano a reiterare le stesse censure già decise dalla corte di merito senza fornire una critica argomentata e puntuale alle ragioni del rigetto. Per tali ragioni non è stata esaminata nel merito la fondatezza delle questioni di fatto e di diritto sollevate (violenza, proprietà del telefono, possibilità di derubricazione, tenuità del fatto). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, per colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Norme richiamate
art. 628 cod. pen.
Il ricorrente contestava la sussistenza della violenza necessaria per la rapina; la Corte di Cassazione non ha valutato il merito dell'articolo perché ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi processuali (mancanza di critica specifica alla decisione della corte di merito)
art. 610 cod. pen.
Proposta come possibile derubricazione (violenza privata) dal ricorrente; non esaminata nel merito dalla Cassazione a causa dell'inammissibilità dell'impugnazione
art. 393 cod. pen.
Richiamato dal ricorrente tra le possibili fattispecie alternative; non valutato nel merito per le stesse ragioni processuali
art. 626 cod. pen.
Richiamato come possibile disciplina rilevante dal ricorrente; non esaminato nel merito dalla Cassazione
art. 131-bis cod. pen.
Istanza di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto sollevata dal ricorrente (previa derubricazione); la Corte non ha pronunciato valutazioni sulla sussistenza dei presupposti sostanziali perché ha dichiarato il ricorso inammissibile per ragioni processuali
art. 62-bis cod. pen.
Citato dal ricorrente per contestare l'entità della pena; la questione non è stata esaminata nel merito a causa dell'inammissibilità
art. 616 cod. proc. pen.
Norma applicata dalla Corte per disporre la condanna del ricorrente al pagamento della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende in presenza di profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sent. n. 23014/2021 e Sent. n. 42046/2019)
Sentenza n. 23014 del 29/04/2021; Sentenza n. 42046 del 17/07/2019
Richiamate per il principio secondo cui sono inammissibili i ricorsi che riproducono pedissequamente le censure già proposte in appello senza fornire una critica puntuale e motivata della decisione di merito
Massime di principio
- In Cassazione non è possibile limitarsi a riproporre, senza modifiche e senza argomentazioni specifiche, i motivi già utilizzati in appello: il ricorso deve contenere una critica puntuale e motivata alle ragioni per cui la corte di merito ha respinto le censure
- Se si intende contestare la valutazione delle prove (es. dichiarazioni della persona offesa, proprietà di un bene), il ricorso per cassazione deve evidenziare specifici profili di diritto o errori logico-giuridici della motivazione della corte di merito, non una mera rievocazione dei fatti
- Le richieste di derubricazione (es. da rapina a violenza privata) e di applicazione della causa di non punibilità per tenuità (art. 131-bis) richiedono valutazioni probatorie e giuridiche che devono essere adeguatamente argomentate e documentate: se non affrontate con specificità, possono restare prive di esame per inammissibilità processuale
- Il rischio di sanzioni (spese processuali e ammende ex art. 616 c.p.p.) è concreto quando il ricorso è manifestamente inammissibile o si ravvisano profili di colpa nella sua proposizione: è quindi strategico valutare attentamente la plausibilità dell'impugnazione prima di proporla
- Per ottenere un esito diverso in casi simili è consigliabile: (a) formulare motivi di cassazione incentrati su violazioni di diritto chiaramente individuate; (b) confutare espressamente e punto per punto la motivazione della corte di merito; (c) produrre o indicare mezzi di prova nuovi o valutazioni giuridiche che la corte non abbia considerato
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