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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27729/2025 del 29/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Con ordinanza del 11/04/2022 il Tribunale di Napoli, in funzione di giudice dell'esecuzione, aveva accolto l'istanza presentata da Salvatore Vaccaro e revocato l'ordine di demolizione emesso il 21/01/1997. Il Procuratore della Repubblica ha impugnato l'ordinanza per violazione di legge e vizio della motivazione, sostenendo che la revoca è ammissibile solo se l'abuso è almeno in astratto assentibile e sussistono elementi concreti che rendano probabile un esito favorevole di eventuali procedimenti di sanatoria; il giudice a quo avrebbe invece revocato l'ordine pur rilevando l'assenza di titolo sanante o di atti amministrativi incompatibili con l'ordine di demolizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rilevato che l'esecutato Vaccaro Salvatore era deceduto il 29/11/2020 e che il provvedimento di revoca era stato pronunciato il 11/04/2022 senza che gli eredi fossero stati integati nel contraddittorio. Poiché l'ordine di demolizione ha natura di sanzione amministrativa reale e si trasmette agli eredi, il Tribunale avrebbe dovuto convocare gli eredi o dichiarare l'estinzione del procedimento. Per tale motivo la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata, ritenendo che l'ordine di demolizione non poteva essere legittimamente revocato in assenza della partecipazione degli eredi.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza della Cassazione sull'efficacia dell'ordine di demolizione nei confronti degli eredi

    Sez. 3, n. 42699 del 07/07/2015; Sez. 3, n. 30406 del 08/04/2016; Sez. 3, n. 16141 del 21/02/2023

    La Corte ricorda che l'ordine di demolizione ha natura di sanzione amministrativa reale e, salvo rinuncia all'eredità, si trasmette nell'asse ereditario: pertanto mantiene efficacia nei confronti degli eredi del trasgressore.

  • Regole processuali sulla morte della parte e integrazione del contraddittorio

    Se una parte muore nel corso del procedimento il giudice deve integrare il contraddittorio con gli eredi e proseguire il giudizio nei loro confronti; se non è possibile instaurare il contraddittorio deve dichiarare l'estinzione del procedimento.

  • Criteri giurisprudenziali per la revoca dell'ordine di demolizione

    La revoca dell'ordine di demolizione da parte del giudice dell'esecuzione è ammessa solo se l'abuso appare almeno in astratto assentibile e vi sono elementi concreti che indichino una prognosi favorevole sull'esito di eventuali procedimenti di sanatoria o atti amministrativi incompatibili con l'ordine di demolizione.

Massime di principio

  • Se il richiedente di una revoca dell'ordine di demolizione muore durante il procedimento, il giudice deve integrare il contraddittorio con gli eredi; in mancanza l'istanza non può validamente determinare la revoca e il procedimento può doversi estinguere.
  • L'ordine di demolizione ha natura reale e si trasmette agli eredi: esso conserva efficacia 'mortis causa' salvo rinuncia all'eredità; pertanto gli eredi devono essere parte del giudizio se si discute della revoca.
  • La revoca dell'ordine di demolizione richiede più di una mera richiesta dell'esecutato: il giudice deve verificare l'esistenza di un titolo sanante o di provvedimenti amministrativi incompatibili o, comunque, elementi che rendano ragionevole una prognosi favorevole sul successo di una sanatoria.
  • In presenza di procedimenti amministrativi pendenti o atti amministrativi che rendano incompatibile l'ordine di demolizione, il giudice dell'esecuzione può valutare la revoca; ma la valutazione deve avvenire nel rispetto del contraddittorio con i titolari del diritto sull'immobile (eredi o aventi causa).
  • La mancata partecipazione degli eredi al processo che ha portato alla revoca comporta il vizio della decisione e legittima l'annullamento del provvedimento che ha revocato l'ordine di demolizione.

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