Cassazione Penale, Sentenza n. 49330/2022 del 28/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Tribunale che, durante l'udienza di convalida dell'arresto e giudizio direttissimo, aveva: 1) disposto non luogo a provvedere in ordine alla richiesta di convalida del sequestro preventivo d'urgenza operato dalla polizia giudiziaria ritenendo competente il Giudice per le indagini preliminari; 2) rigettato la richiesta di sequestro preventivo finalizzato alla confisca facoltativa di 290 euro per mancanza del nesso di pertinenza con il reato di detenzione di stupefacenti. Il ricorso ha dedotto, tra l'altro, errata interpretazione della competenza giurisdizionale e insufficiente valutazione del nesso di pertinenza tra denaro e reato.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: il Tribunale, avendo già ricevuto la persona per la convalida dell'arresto e avendo il Pubblico Ministero esercitato l'azione penale con giudizio direttissimo, era il giudice competente anche a pronunciarsi sulla convalida del sequestro d'urgenza; l'ordinanza che ha dichiarato "non luogo a provvedere" è stata qualificata abnorme perché ha determinato una regressione della fase procedurale e una stasi del processo. Tale parte dell'ordinanza è stata annullata senza rinvio. È stato invece dichiarato inammissibile il ricorso sul secondo motivo (rigetto del sequestro preventivo autonomo), poiché il rimedio corretto del Pubblico Ministero sarebbe stato l'appello ai sensi dell'art. 322-bis c.p.p.; pertanto la decisione sul merito del sequestro di 290 euro non è stata annullata in questa sede.
Norme richiamate
art. 279 cod. proc. pen.
Riferito al potere del giudice di convalidare l'arresto; la Corte ha considerato che, quando l'azione penale è esercitata e il procedimento è nella fase processuale, il giudice che convalida l'arresto è pure competente a decidere sulla convalida del sequestro d'urgenza.
art. 391 cod. proc. pen.
Rilevante per la disciplina del giudice competente e delle funzioni in udienza di convalida; la Corte ha richiamato insieme ad altri articoli la regola sulla competenza del giudice che procede quando l'azione penale è già esercitata.
art. 321, comma 1, cod. proc. pen.
Stabilisce che competente per il sequestro preventivo è il giudice competente a pronunciarsi nel merito; la Corte lo interpreta nel senso che, dopo l'esercizio dell'azione penale, la competenza passa dal GIP al giudice del merito (quello che procede).
comma 3-bis art. 321 cod. proc. pen. (introdotto dal d.lgs. 14 gennaio 1991, n. 12)
Il sequestro preventivo d'urgenza disposto dalla polizia giudiziaria è stato descritto come assimilabile a un "fermo reale" con funzione cautelare; la Corte ne sottolinea la natura cautelare e l'analogia con il fermo di indiziato, motivo per cui necessita convalida tempestiva.
art. 384 cod. proc. pen.
Richiamato nella relazione legislativa come modello formale del sequestro d'urgenza; la Corte utilizza l'analogia per qualificare la misura come tempestiva e di natura precautelare.
art. 322-bis cod. proc. pen.
Indica il rimedio impugnatorio per il Pubblico Ministero avverso il rigetto del sequestro preventivo: la Corte ha rilevato che la via corretta per contestare il rigetto dell'autonoma richiesta di sequestro è l'appello ex art. 322-bis, non la cassazione nel merito.
art. 568 cod. proc. pen.
Richiamato nella disamina sull'eccezionalità della categoria dell'abnormità: stabilisce il principio di tassatività dei mezzi di impugnazione, che rende l'abnormità una deroga eccezionale.
art. 177 cod. proc. pen.
Richiamato nel contesto delle nullità e dei rimedi processuali; usato per distinguere le ipotesi in cui va applicata la nullità dalle situazioni di abnormità.
Massime di principio
- Se il Pubblico Ministero ha già esercitato l'azione penale e la persona è presentata in giudizio (es. direttissimo), il giudice che convalida l'arresto è anche il giudice competente a decidere sulla convalida del sequestro d'urgenza disposto dalla polizia giudiziaria.
- Il sequestro d'urgenza posto dalla polizia giudiziaria ha natura cautelare e deve essere sottoposto a rapida verifica (convalida) per evitare che la misura resti irragionevolmente senza controllo.
- Il giudice che ritenga di non essere competente deve dichiarare formale incompetenza e trasmettere gli atti al giudice ritenuto competente; il semplice provvedimento di "non luogo a provvedere" che determina la regressione o la stasi del procedimento può essere qualificato come atto abnorme e annullato in sede di legittimità.
- La categoria dell'abnormità è eccezionale: si configura quando il provvedimento giudiziale sia frutto di deviazione di potere od operi una regressione tale da bloccare il processo rendendo altrimenti inattuabile la tutela delle situazioni giuridiche.
- Per impugnare il rigetto di una richiesta autonoma di sequestro preventivo il percorso corretto del Pubblico Ministero è l'appello ai sensi dell'art. 322-bis c.p.p.; la cassazione non sostituisce quel rimedio quando si tratta di valutazioni sul merito del sequestro.
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