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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30965/2023 del 17/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame di Brescia del 13/12/2022 che aveva rigettato l'appello contro l'ordinanza del GIP del 23/11/2022. Oggetto: richiesta di revoca o sostituzione della misura degli arresti domiciliari adottata per una serie di reati fiscali. Il ricorrente deduceva due motivi: 1) omessa motivazione in ordine al fumus dei reati fiscali contestati; 2) violazione di legge e omessa motivazione in ordine alla misura cautelare concretamente applicata.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. d), cod. proc. pen., in quanto il difensore munito di procura speciale ha rinunciato al ricorso prima dell'udienza. La rinuncia è stata motivata dalla sopravvenuta carenza di interesse dovuta al fatto che il GIP aveva sostituito gli arresti domiciliari con l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria bisettimanale. Per tale ragione la Corte non ha pronunciato sul merito dei motivi e non ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali né al versamento di somme alla Cassa per le ammende, ritenendo che la sopravvenuta mancanza di interesse non configuri soccombenza.

Norme richiamate

  • art. 591, comma 1, lett. d), cod. proc. pen.

    La rinuncia al ricorso, effettuata dal difensore munito di procura speciale prima dell'udienza, determina l'inammissibilità del ricorso. Se la rinuncia è giustificata da sopravvenuta carenza di interesse non imputabile al ricorrente, questa non configura soccombenza e dunque non giustifica condanna alle spese o alla Cassa per le ammende.

  • Giurisprudenza: Sez. 4, n. 45618 del 11/11/2021 (Pujia)

    Conferma il principio che il venir meno dell'interesse processuale per causa non imputabile al ricorrente non costituisce soccombenza e quindi esclude la condanna alle spese e alla Cassa per le ammende.

Massime di principio

  • La sostituzione della misura cautelare (es. da arresti domiciliari a obbligo di presentazione) prima dell'udienza può rendere privo di interesse il ricorso e legittimare la rinuncia; in tal caso il giudice dichiara l'inammissibilità senza entrare nel merito.
  • La rinuncia valida deve essere effettuata da chi ha procura speciale e preferibilmente prima dell'udienza; solo in tali condizioni l'inammissibilità per rinuncia si realizza.
  • Se la rinuncia è dovuta a sopravvenuta mancanza di interesse non imputabile all'interessato, il rinunciante non è considerato soccombente e non viene condannato alle spese processuali né al pagamento alla Cassa per le ammende.
  • L'inammissibilità per rinuncia non produce un accertamento sulla fondatezza dei motivi del ricorso: le questioni sostanziali (fumus, proporzionalità della misura ecc.) restano inesaminate e possono riemergere in contesti futuri.
  • Se l'obiettivo è ottenere un precedente o una pronuncia di merito su profili di illegittimità, occorre valutare con attenzione la convenienza a rinunciare; ottenere una misura più favorevole può però rendere razionale la rinuncia.
  • In presenza di doglianze sulla motivazione della misura cautelare è opportuno depositare memorie e documentazione adeguata prima di rinunciare, poiché la rinuncia impedisce la decisione di merito su tali profili.

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