Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32905/2022 del 07/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso denunciava violazione di legge e vizi di motivazione: 1) contestazione dei gravi indizi di colpevolezza per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio (art. 73 d.P.R. 309/90 e concorso ex art. 110 c.p.), sostenendo che la sola presenza di Frisco nell'abitazione di Dentici non prova consapevolezza o concorso; che la sostanza non era nella sua diretta disponibilità e che Dentici aveva dichiarato che Frisco era lì per portare un panettone; 2) contestazione dei gravi indizi per resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.), lamentando che la frase irriguardosa pronunciata non ha carattere minaccioso o violento; 3) censura sull'erronea applicazione dell'art. 274 lett. c) c.p.p. e sulla illogicità/contraddittorietà della motivazione in ordine alle esigenze cautelari, rilevando l'assenza di precedenti specifici e l'assenza di elementi concreti che dimostrino il pericolo di reiterazione.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse motivato in modo logico e coerente la valutazione degli indizi: quantità e confezionamento della cocaina, bilancini, denaro sul tavolo vicino a Frisco, il fatto che Frisco abbia tentato di gettare nel water un involucro contenente cocaina e la circostanza che si sia 'divincolato' all'atto della perquisizione sono indizi idonei a sostenere il giudizio di probabile concorso nella detenzione a fini di spaccio. Quanto alla resistenza, la Corte ha osservato che la mera frase irriguardosa non è di per sé elemento di violenza ma che il Tribunale ha anche riferito di una 'resistenza attiva' consistente nel divincolarsi, ricavabile dal verbale di arresto; tale condotta non è stata contestata nel ricorso e legittimamente è stata ritenuta indizio di resistenza. Sulla sussistenza delle esigenze cautelari, la Corte ha riaffermato che il giudice può desumere il pericolo di reiterazione anche dalla gravità fattuale, dalle modalità del fatto e dalla personalità dell'indagato (comportamenti concreti anche se non penalmente rilevanti), non essendo necessario che emergano precedenti specifici; pertanto la sostituzione della custodia con arresti domiciliari disposta in sede di riesame non è stata ritenuta viziata da illogicità. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 275-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la misura degli arresti domiciliari presidiati elettronicamente; la Corte non ha contestato l'impiego della misura come sostituzione della custodia cautelare in carcere decisa dal riesame.

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato nel contesto del concorso di persone nel reato: la Corte ricorda che per il concorso è richiesta una contribuzione consapevole, che può emergere anche da comportamenti che agevolino o garantiscano il proposito criminoso.

  • art. 73, comma 1, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Norma sostanziale relativa alla detenzione e al traffico di stupefacenti; la Corte ha ritenuto che quantità, confezionamento, strumenti e denaro costituiscano indizi della destinazione a spaccio e, insieme alla condotta di Frisco, supportino il grave quadro indiziario.

  • art. 337 cod. pen.

    Norma sulla resistenza a pubblico ufficiale: la Corte distingue tra espressioni irriguardose (non necessariamente violente) e atti materiali di resistenza; qui la sentenza impugnata ha combinato l'una con l'altra (frase + 'divincolarsi') per fondare l'indizio di resistenza.

  • art. 274, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    le misure cautelari personali possono essere disposte - con riferimento al pericolo di reiterazione di reati della stessa specie di quello per cui si procede - soltanto quando tale pericolo presenta i caratteri della concretezza e dell'attualità ricavabili dalle specifiche modalità e circostanze del fatto e dalla personalità dell'indagato o imputato, desunta da comportamenti o atti concreti o dai suoi precedenti penali

    La Corte ricorda che il requisito dell'attualità non richiede l'imminenza di una specifica occasione di reato ma una valutazione prognostica fondata sulle modalità del fatto e sulla personalità; elementi comportamentali anche non penalmente rilevanti possono suffragare il pericolo di reiterazione.

Massime di principio

  • La mera presenza nell'abitazione di un soggetto sospettato non esclude automaticamente responsabilità: la valutazione probatoria prende rilievo se accompagnata da altri elementi (quantità di droga, confezionamento, strumenti, denaro, atti di occultamento).
  • Il tentativo di disfarsi della sostanza (es. gettarla nel water) costituisce un indizio particolarmente significativo di consapevolezza e di concorso nella detenzione a fini di spaccio.
  • Frasi offensive o irriguardose verso gli agenti non sono di per sè reato di resistenza: per configurare la resistenza contano gli atti materiali che ostacolano l'azione degli ufficiali (es. divincolarsi, usare forza).
  • Ai fini della misura cautelare per pericolo di reiterazione (art. 274 c.p.p.), il giudice può desumere la pericolosità anche da comportamenti concreti e dalle modalità del fatto, non soltanto da precedenti penali; non occorre dimostrare una specifica occasione futura di reato.
  • In Cassazione le censure che rimettono la valutazione dei fatti o richiedono una diversa lettura delle prove sono inammissibili se non si denuncia violazione di norme o manifesta illogicità della motivazione: il sindacato di legittimità è limitato a profili di diritto e di logicità della motivazione.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.