Sentenza n. 4399/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter) n. 22348 del 9 dicembre 2025, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso contro la revoca del beneficio della capitalizzazione concesso a un collaboratore di giustizia
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'appellante ha impugnato la sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso contro la delibera della Commissione Centrale ex art. 10 l. n. 82/1991 del 22 gennaio 2025, notificata il 5 marzo 2025, con la quale era stata revocata la precedente delibera del 7 settembre 2022 recante la concessione del beneficio della capitalizzazione nella massima estensione. Nel giudizio d'appello non è stata depositata la documentazione comprovante la data di perfezionamento della notificazione dell'appello al destinatario; a seguito dell'avviso relativo alla possibile definizione immediata in rito ai sensi dell'art. 72-bis c.p.a., l'appellante non ha depositato memorie o documenti e non è comparso alla camera di consiglio. La questione decisa ha riguardato esclusivamente l'ammissibilità dell'appello per inesistenza della notificazione.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato l'appello inammissibile. Ha rilevato che, nei termini assegnati ai sensi dell'art. 72-bis, comma 1, c.p.a., l'appellante non aveva fornito elementi idonei a superare il rilievo dell'inesistenza della notificazione dell'appello. La costituzione del Ministero dell'Interno non ha efficacia sanante, poiché la sanatoria per costituzione della controparte o il rinnovo della notificazione sono ammessi soltanto in presenza di una notificazione nulla, non quando la notificazione sia radicalmente inesistente. Non è stata quindi esaminata la legittimità della revoca del beneficio né la sentenza di primo grado nel merito. Le spese sono state compensate per giusti motivi.
Norme richiamate
art. 72-bis c.p.a.
Consente la definizione immediata del giudizio in rito, previa comunicazione alle parti, quando emergano profili che conducono all'immediata definizione della controversia.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel procedimento di definizione immediata in camera di consiglio.
art. 38 c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili.
art. 35, comma 1, c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili.
art. 10 l. n. 82/1991
Costituisce la base normativa della Commissione Centrale che aveva adottato la delibera relativa al beneficio della capitalizzazione per il collaboratore di giustizia; la relativa disciplina sostanziale non è stata esaminata nel merito.
Massime di principio
- L'inesistenza della notificazione dell'appello determina l'inammissibilità dell'impugnazione quando l'appellante non dimostri il perfezionamento della notificazione nei confronti del destinatario.
- La costituzione della parte appellata non può sanare una notificazione radicalmente inesistente; la sanatoria per costituzione o il rinnovo della notificazione operano soltanto in presenza di una notificazione nulla.
- Quando il giudice segnala, ai sensi dell'art. 72-bis c.p.a., la possibile definizione immediata in rito e l'appellante non deposita memorie o documenti idonei a superare il rilievo processuale, il giudizio può essere definito con declaratoria di inammissibilità in camera di consiglio.
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