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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25558/2022 del 04/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello che ha confermato la condanna pronunciata in primo grado per il reato consumato presso l'Ufficio Immigrazione della Questura di Milano (offerta di una regalia ad un agente per velocizzare una pratica di permesso di soggiorno). Il ricorrente deduce vizi di motivazione relativi alla rilevanza attribuita alla recidiva (contestando l'omogeneità e la rilevanza di precedenti penali remoti e di lieve entità) e censura la mancata applicazione della circostanza attenuante del "fatto di particolare tenuità" (art. 323-bis c.p.), nonché presunte violazioni dell'art. 125 c.p.p. in relazione all'art. 597, comma 5 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto congrua e logicamente corretta la valutazione dei giudici di merito sulla rilevanza dei precedenti ai fini della recidiva e sull'omogeneità del tipo di devianza rispetto al reato attuale. Ha inoltre confermato la valutazione negativa circa l'applicabilità dell'attenuante di particolare tenuità. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla decisione in sede di rinvio dopo annullamento per motivi processuali; la Corte agisce confermando la valutazione di merito nei limiti consentiti.

  • art. 99, comma 4 cod. pen.

    Norma richiamata come parte della qualificazione giuridica del reato per cui è stato condannato il ricorrente; la sua applicazione è stata confermata dai giudici di merito e non censurata in cassazione.

  • art. 322, comma 1 cod. pen.

    Norma penale contestata (reato relativo all'offerta di regalia a pubblico ufficiale/ incaricato di pubblico servizio); la condanna per questo capo è stata confermata.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamata dal ricorrente in relazione alla motivazione e alla decisione sui mezzi di prova e sulle statuizioni; la Corte ha ritenuto infondate le doglianze relative a presunte violazioni procedurali.

  • art. 597, comma 5 cod. proc. pen.

    Norma evocata dal ricorrente nel quadro delle censure procedurali; la Corte non ha ritenuto che vi sia stata violazione rilevante ai fini dell'accoglimento del ricorso.

  • art. 323-bis cod. pen.

    Prodotto dal ricorrente come base per chiedere l'applicazione della circostanza attenuante del fatto di particolare tenuità; la Corte ha condiviso la decisione dei giudici di merito che hanno ritenuto la condotta non di particolare tenuità, anche alla luce dei precedenti penali.

Massime di principio

  • La rilevanza della recidiva viene valutata anche in funzione della coerenza tipologica dei precedenti con il reato attuale: precedenti che mostrano una medesima tipologia di devianza rafforzano l'accertamento della recidiva.
  • La remota temporalità o la lieve entità dei precedenti non escludono automaticamente la rilevanza ai fini della recidiva, ma la loro incidenza va adeguatamente motivata; la Corte di merito ha ampia discrezionalità valutativa e la Cassazione richiede illogicità o carenza di motivazione per intervenire.
  • L'attenuante del fatto di particolare tenuità (art. 323-bis) richiede una valutazione specifica e motivata: la sua esclusione è lecita se la condotta, il contesto e la personalità del reo non consentono di ritenere il fatto di scarsa gravità.
  • Le censure di mera genericità o che consistono nella semplice riproposizione delle argomentazioni di merito hanno scarse possibilità di successo in Cassazione; è necessario dimostrare una violazione di diritto o una manifesta illogicità della motivazione.
  • In caso di inammissibilità del ricorso la parte soccombente è normalmente condannata al pagamento delle spese processuali e può essere condannata al versamento di somme a titolo di ammenda a favore dello Stato.

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