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Ordinanza

Ordinanza n. 1576/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di rigetto Prot. P-CE/L/N/2025/108581, emesso dallo Sportello Unico per l'Immigrazione di Caserta in data 23/03/2026 e notificato in pari data, recante il rigetto dell'istanza di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, presentata in data 13/03/2025, nonchè di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ivi inclusa la comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza ex art. 10 bis L.241/90 del 10/10/2025, ove lesiva.

Giustizia amministrativa202603059

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento dello Sportello Unico per l'Immigrazione di Caserta che ha respinto l'istanza di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. È stata inoltre contestata, ove lesiva, la comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza ai sensi dell'art. 10-bis l. 241/1990. Nella fase cautelare, il ricorrente non ha dimostrato di avere risposto al preavviso di diniego producendo durante il procedimento l'ulteriore documentazione lavorativa relativa all'anno 2025.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. A un primo esame, il Collegio ha ritenuto insussistenti i presupposti per la sospensione, rilevando che il ricorrente non aveva provato di aver trasmesso all'amministrazione, in risposta al preavviso di diniego, l'ulteriore documentazione lavorativa relativa all'anno 2025. Il giudice ha inoltre escluso che gravasse sulla Prefettura un obbligo di verificare d'ufficio tali circostanze. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione delle peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Disciplina la comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza, nell'ambito del contraddittorio procedimentale.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; nel caso concreto la domanda di sospensione è stata respinta.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, chi impugna un diniego amministrativo deve fornire almeno un principio di prova delle circostanze documentali poste a fondamento della pretesa, inclusa la tempestiva trasmissione all'amministrazione dei documenti prodotti in risposta al preavviso di diniego.
  • In assenza di una specifica previsione che imponga all'amministrazione una verifica d'ufficio, non è configurabile un onere dell'autorità procedente di ricercare autonomamente ulteriore documentazione lavorativa non dimostrata come acquisita nel procedimento.
  • La mancata dimostrazione della produzione, nel procedimento, della documentazione richiesta o rilevante impedisce, in sede cautelare, di ravvisare i presupposti per la sospensione dell'efficacia del provvedimento negativo.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentaleOnere della prova e principio dispositivoTutela cautelare

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